Ha iniziato a circolare ieri l’ultima versione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Next Generation Italia con le linee di indirizzo inserite nella bozza da sottoporre al Consiglio dei Ministri in programma (forse) per oggi. In materia di trasporti e logistica balza subito all’occhio che si è persa ogni traccia del programma di rinnovamento delle flotte navali così com’era stato descritto nel Piano in circolazione fino a pochi giorni fa. Nel documento si legge
che «l’ultima revisione della bozza di Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha puntato ad accrescere le risorse nette per gli investimenti. Impiegando le risorse dei fondi nazionali di coesione Fsc 2021-2027 non ancora programmate, è stato possibile incrementare gli investimenti in misura superiore a 20 miliardi per nuovi progetti in importanti campi che comprendono le voci rete ferroviaria veloce, portualità, trasporto locale sostenibile, banda larga e 5G, ciclo integrale dei rifiuti, infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno». Il Paese investirà anche «nella conversione del biogas per la produzione di bio-metano da impiegare nei trasporti e anche per usi civili».
La sintesi del Piano rende noto poi che «una specifica linea d’azione è rivolta allo sviluppo della mobilità sostenibile attraverso il potenziamento delle
infrastrutture per il trasporto rapido di massa e delle ciclovie e a un imponente rinnovamento del parco circolante di mezzi per il trasporto pubblico locale». In questo filone potrebbero forse essere ricompresi anche mezzi navali. Poi ancora si legge: «Si promuove il rilancio dell’industria italiana produttrice di mezzi di trasporto pubblico e della relativa componentistica tramite una coerente e prevedibile politica di public procurement, il sostegno alla ricerca e sviluppo delle aziende della filiera autobus e più in generale dell’automotive, nonché contributi agli investimenti laddove praticabile dato il
regolamento Rrf e la normativa europea sugli aiuti di Stato».
Scorrendo lo schema riassuntivo di progetti e relativi finanziamenti si nota che 7,55 miliardi saranno destinati a «Trasporti locali sostenibili, ciclovie e rinnovo parco rotabile». Ai «Sistemi di gestione rifiuti raccolti a mare nelle aree portuali» sarà invece destinato mezzo miliardo, mentre il «Progetto
integrato Porti d’Italia», che include i fondi per la nuova diga di Genova e per il porto di Trieste oltre agli altri interventi ammessi negli scali italiani, si è
meritato 3,32 miliardi. Alla voce «Digitalizzazione aeroporti e sistemi logistici» corrisponde poi un budget di 360 milioni e, sempre in tema di infrastrutture, 26,7 miliardi andranno a «Opere ferroviarie per la mobilità e la connessione veloce del Paese», e 1,6 miliardi a «Messa in sicurezza e monitoraggio digitale di strade, viadotti e ponti».
Il programma di Rinnovo della flotta, che non ha superato l’esame del Mef, prevedeva l’assegnazione di 630 milioni per «incentivi per la costruzione di nuove unità o refitting di unità esistenti con sistemi di generazione/propulsione di ultima generazione, in grado di ridurre o annullare l’impronta ambientale». Destinatari dovevano essere vettori ro-ro, traghetti, navi da crociera e la flotta della Guardia Costiera. A rischio anche i fondi per realizzare «opportune infrastrutture sistemiche, come quelle del bunkeraggio del Gnl nave-nave e camion-nave mediante l’adeguamento dei terminali esistenti e la costruzione di nuove infrastrutture (tre microliquefattori) e navi bunkerine dedicate». (riproduzione riservata)