Nessun rilancio sul prezzo e nessuna proroga dei termini. Zinc BidCo, il veicolo promosso dai fondi Nextalia e Advent International per l’opa totalitaria su Tinexta, società tech torinese attiva nel business della cybersecurity e innovation & marketing e nei servizi digital trust, ha precisato con una nota che il periodo di adesione «terminerà il 20 marzo 2026, così come previsto nel documento di offerta, e non sarà soggetto a proroghe».
Nel comunicato l’offerente ha inoltre escluso qualsiasi incremento del corrispettivo, confermando che «non è intenzione procedere a incrementare il prezzo dell’offerta», fissato a 15 euro per azione. Una presa di posizione netta che arriva negli ultimi giorni dell’operazione, dopo le contestazioni sul valore avanzate da un gruppo di fondi attivisti e l’esposto presentato in Consob dagli stessi promotori dell’offerta.
I fondi attivisti Amber, Sand Grove Capital e Decagon Asset Management si sono messi a capofila di un gruppo di investitori che detiene il 20% del capitale di Tinexta.
Ribadita infine la strategia sul delisting: l’obiettivo resta la revoca delle azioni dalla quotazione «nei minori tempi tecnici consentiti», attraverso la fusione per incorporazione dell’emittente nell’offerente o in altra società non quotata del gruppo. Un percorso già delineato nel documento d’offerta, che resta confermato anche nell’ipotesi in cui non venga raggiunta la soglia per il delisting automatico.
A pochi giorni dalla chiusura, l’offerente sceglie dunque la linea della fermezza su prezzo e calendario, mentre il mercato guarda al livello finale di adesioni per misurare l’esito dell’operazione. (riproduzione riservata)