Per TikTok il tempo stringe. Domenica 19 gennaio ByteDance ritirerà l’applicazione dagli Stati Uniti, a meno di cambiamenti nelle prossime 72 ore. La società cinese che gestisce la piattaforma starebbe preparando tutto per la dismissione del social, secondo quanto riporta The Information, anche se la messa al bando negli Usa potrebbe ancora essere evitata.
Nel frattempo, gli utenti hanno già iniziato a migrare verso un’altra piattaforma cinese: RedNote (piccolo libro rosso), una sorta di Instagram cinese con video, foto e recensioni.
Se nulla dovesse cambiare, il 19 gennaio entrerà in vigore il blocco di TikTok deciso nel 2024 da una legge federale. Per evitarlo, Bytedance avrebbe dovuto vendere le sue attività negli Stati Uniti, dove il social ha circa 120 milioni di utenti attivi.
Lo stop è stato presentato come una misura di sicurezza nazionale. I dati degli americani che usano TikTok – è la tesi dei promotori della legge – non sarebbero al sicuro, dal momento che in Cina vige l’obbligo per le società di condividere le informazioni con il governo, se le autorità lo ordinano.
In caso di mancata vendita, TikTok scomparirà dagli app store americani e non potrà accogliere nuovi utenti. Chi ha già scaricato l’applicazione potrà continuare a usarla, ma non avrà accesso ai prossimi aggiornamenti.
L’alternativa è la vendita delle attività americane che, secondo i calcoli degli analisti di Bloomberg Intelligence Unit, potrebbero valere tra 40 e 50 miliardi di dollari. Dopo l’approvazione della legge anti-TikTok si sono susseguite voci e ipotesi su potenziali acquirenti.
Lo scenario più clamoroso, però, è quello che vede nei panni del compratore Elon Musk, già proprietario di X, riportato da Bloomberg. Un portavoce di TikTok ha smentito questa eventualità, definita «pura finzione», anche se Musk potrebbe fare da anello di congiunzione, e quindi da mediatore, tra Cina e Stati Uniti.
Il miliardario, infatti, è stretto collaboratore del presidente eletto Donald Trump, che si insedierà il 20 gennaio, da anni ostile alla piattaforma cinese. Durante il suo primo mandato alla Casa Bianca, dal 2016 al 2020, Trump ha più volte evocato misure contro TikTok, accusata di minacciare la sicurezza nazionale.
Ma TikTok potrebbe salvarsi anche in un altro modo: ottenendo una sospensione della legge dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, a cui ha fatto appello sostenendo che il provvedimento violi la libertà di espressione tutelata dal primo emendamento. La decisione dei giudici è attesa a breve anche se, secondo alcune indiscrezioni, la Corte sarebbe orientata verso il mantenimento del ban. (riproduzione riservata)