Fino a 720 milioni di euro per salvare una Volksbank diventata troppo grande e complessa per il proprio modello. È il sostegno record per un istituto di questo tipo predisposto per la Volksbank Braunschweig-Wolfsburg, meglio nota come Volksbank Brawo, una banca cooperativa tedesca che opera principalmente nell’area di Braunschweig e Wolfsburg, in Bassa Sassonia.
Il pacchetto prevede 473 milioni di euro di garanzie del fondo di sostegno del Bvr, l’associazione nazionale delle banche popolari e cooperative tedesche, e fino a 250 milioni di partecipazioni nel capitale della banca sottoscritte dallo stesso Bvr. L’importo definitivo sarà stabilito la prossima settimana.
La cifra arriva dopo un 2025 chiuso con una perdita provvisoria di 608,1 milioni di euro, determinata da pesanti rettifiche di valore su crediti, titoli, partecipazioni e immobili. Secondo Lars Berkefeld, amministratore delegato ad interim della banca, circa l’80% delle svalutazioni deriva dal comparto immobiliare. Per assorbire parte dell’impatto Brawo ha utilizzato 136 milioni di euro del fondo per i rischi bancari generali. Il sostegno del Bvr serve quindi a coprire i rischi residui e a mantenere il patrimonio sopra i requisiti regolamentari.
Volksbank Brawo è una cooperativa: il capitale è detenuto dai suoi soci, secondo il modello delle Genossenschaftsbanken. La banca è tra le 30 maggiori Volksbanken tedesche per totale attivo e conta 820 dipendenti. Il suo modello, però, negli anni si è allontanato da quello tradizionale delle banche cooperative regionali.
Sotto la lunga guida di Jürgen Brinkmann, al vertice dal 2006 fino alla sua uscita nel maggio 2026, il gruppo ha costruito una struttura con oltre 400 società e ha sviluppato attività ben oltre il tradizionale credito a famiglie e imprese. Brawo Group opera infatti anche nell’immobiliare, nello sviluppo di progetti, nelle energie rinnovabili e nelle partecipazioni societarie, oltre che nei servizi finanziari.
La strategia di diversificazione ha consentito per anni alla banca di crescere, ma ha aumentato anche l’esposizione ai settori più colpiti dalla crisi immobiliare tedesca. Nel 2025 le svalutazioni hanno fatto emergere il costo di quella espansione: non solo gli immobili, ma anche crediti, partecipazioni e titoli hanno contribuito al pesante risultato negativo.
La crisi ha accelerato il cambio di strategia. A maggio il consiglio di sorveglianza ha sollevato con effetto immediato Brinkmann dall’incarico di amministratore delegato. Ad agosto è stato annunciato Jürgen Wache come futuro ceo, mentre Berkefeld ha assunto ad interim la guida della banca.
Il nuovo management ha indicato la necessità di ripensare il modello di business e la strategia, con un ritorno al core business bancario e una riduzione del portafoglio di partecipazioni e immobili. Anche i costi, secondo Berkefeld, sono cresciuti troppo negli ultimi anni rispetto a quelli delle banche cooperative comparabili.
A evitare che le perdite si trasformino in una crisi della banca interviene dunque il sistema di protezione delle Volksbanken e Raiffeisenbanken. Bvr fornirà 473 milioni di euro di garanzie per schermare i rischi esistenti e potrà sottoscrivere fino a 250 milioni di euro di partecipazioni nel capitale di Brawo. È una struttura di intervento finora inedita per dimensioni e configurazione nel sistema delle banche cooperative tedesche.
Il caso Brawo mostra così il rovescio della medaglia della strategia di espansione perseguita negli ultimi anni: una banca nata per servire il territorio si è trasformata in un gruppo con centinaia di partecipazioni e una forte esposizione immobiliare. (riproduzione riservata)