Ancora 120 giorni di protezione dai creditori per The Italian Sea Group (Tisg). Lo ha deciso il Tribunale di Firenze, estendendo le misure protettive a favore dell’azionista Gc Holding e della controllata Celi nell’ambito della composizione negoziata della crisi che coinvolge il produttore di yacht toscano. La proroga arriva mentre l’azienda prosegue nella ricerca di nuovi investitori e avvia il confronto con la Regione Toscana, tramite un tavolo istituzionale che si è riunito il 18 agosto.
Il provvedimento del Tribunale fa seguito alla decisione assunta il 20 aprile scorso, su richiesta della società. Le misure protettive mettono il gruppo al riparo da eventuali azioni esecutive e cautelari sul patrimonio e sui beni con i quali viene esercitata l’attività d’impresa, comprese le imbarcazioni nei cantieri, e coinvolgono anche agli armatori, che non possono risolvere i contratti in corso per la costruzione delle navi.
Dieci giorni fa Tisg (in calo del 4,3%) ha aperto una gara per selezionare nuovi soci dopo aver ricevuto diverse manifestazioni d’interesse da player del settore, tra i quali Sanlorenzo, Azimut Benetti e Sri Global Limited.
La procedura, gestita da Meti Corporate Finance e Kpmg Advisory, lascia aperte due possibilità: la cessione dell’intero gruppo - che include i cantieri di Carrara e La Spezia, il sito di Viareggio, i marchi Admiral, Perini, Picchiotti e Tecnomar e le partecipazioni in Celi e Tisg Turkey Yat Tersanecilik - oppure la vendita separata dei singoli asset.
Il piano di rilancio di Tisg prevede inoltre un aumento di capitale fino a 140 milioni, a cui si aggiungono massimi 150 milioni di strumenti partecipativi. La società versa in una situazione di profondo squilibrio finanziario: il 2025 si è chiuso con una perdita netta di 170,9 milioni e debiti lievitati a 129,6 milioni, mentre a fine aprile il patrimonio netto era negativo per 399,2 milioni per effetto di significativi extra costi sulle commesse.
Un’ulteriore grana arriva dal calo dei livelli occupazionali. Secondo quanto riportato da Il Tirreno, i dipendenti del cantiere di Marina di Carrara sono scesi dai 530 di inizio anno ai 492 di luglio. Il dato sarebbe rilevante per la concessione demaniale dello stabilimento, prorogata fino al 2072 e legata al mantenimento dei livelli occupazionali, come emerso martedì dal tavolo della Regione Toscana, ovvero di «570 unità» secondo la Cgil. Ma c’è anche un’altra condizione: garantire investimenti per 20 milioni, di cui 8,5 milioni ancora da effettuare. Il prossimo tavolo si riunirà il 4 settembre.
Infine, qualcosa si muove anche nelle indagini sul Bayesian, il megayacht costruito da Perini Navi (Tisg) e colato a picco nella notte tra il 18 e il 19 agosto 2024 causando la morte di sette persone, tra cui il magnate britannico Richard Lynch. I consulenti della Procura di Termini Imerese (Palermo) escludono difetti di fabbricazione dell’imbarcazione, riconducendo quindi l’accaduto a errori umani a catena. Accertamenti paralleli sono però in corso nel Regno Unito. All’inchiesta per omicidio colposo si affianca una causa promossa a inizio anno da Tisg, che ha chiesto ad Angela Bacares, vedova di Lynch, risarcimenti per 456 milioni di euro per danni d’immagine. (riproduzione riservata)