Come ormai è noto anche ai tifosi della Juventus, Tether, la società che ha offerto 1,1 miliardi di euro per comprarsi la quota di Exor del club bianconero, ha sede legale in El Salvador. La holding della famiglia Agnelli-Elkann ha respinto l’offerta sottolineando che «non ha alcuna intenzione di cedere alcuna quota in Juventus a terzi, inclusa, ma non solo, la società salvadoregna Tether».
Interessante questo calcare la mano sull’aggettivo «salvadoregna». Fa pensare, come minimo, a un paradiso fiscale. In realtà, El Salvador non fa parte di nessuna lista dei cattivi. Lo scorso 10 ottobre la Commissione Europea ha aggiornato la lista nera, ovvero l’elenco delle giurisdizioni fiscali non cooperative: El Salvador non c’è. Ecco l’elenco completo: American Samoa, Anguilla, Fiji, Guam, Palau, Panama, Russia, Samoa, Trinidad e Tobago, U.S. Virgin Islands e Vanuatu.
El Salvador non figura nemmeno nella lista grigia della Commissione Europea, che comprende Paesi o giurisdizioni che presentano carenze strategiche nei loro sistemi di lotta al riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, ma che si sono impegnati con organismi internazionali (come il Gafi, Financial Action Task Force) per risolvere i problemi, a differenza della lista nera (Paesi non cooperativi). I Paesi in lista grigia sono sottoposti a «monitoraggio rafforzato» per incentivare le riforme, come l'aumento della trasparenza fiscale e l'adeguamento agli standard Ue e ne fanno parte Antigua e Barbuda, Belize, British Virgin Islands, Brunei Darussalam, Eswatini, Groenlandia, Giordania, Montenegro, Marocco, Seychelles e Turchia.
Tether ha trasferito la sua sede legale e quella delle sue sussidiarie in El Salvador a partire da gennaio 2025, dopo aver ottenuto una licenza come Digital Asset Service Provider (Dasp) e come emittente di stablecoin dalla National Commission of Digital Assets di El Salvador. Precedentemente, l'azienda era registrata nelle Isole Vergini Britanniche (Bvi) senza una sede fisica ufficiale.
Tether ha scelto El Salvador perché il 7 settembre 2021 è stato il primo, e finora unico, Paese al mondo ad adottare Bitcoin come moneta a corso legale (accanto al dollaro), creando un quadro normativo dedicato agli asset digitali che incoraggia l'innovazione e attira aziende del settore.
Bisogna ricordare che fino al ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump il 20 gennaio 2025, negli Stati Uniti la legislazione non era certo favorevole alle criptovalute, anzi. Nel frattempo Tether è stato sdoganato da Wall Street perché Twenty One Capital, società di accumulo e gestione di Bitcoin, ha esordito al Nyse lo scorso 9 dicembre. E in precedenza, lo scorso 18 luglio, Trump ha ringraziato pubblicamente Paolo Ardoino, ceo di Tether, durante la cerimonia alla Casa Bianca per la firma del Genius Act, la legge che regolamenta le stablecoin negli Stati Uniti.
Per rispettare il Genius Act, Tether ha lanciato una stablecoin apposita per il mercato statunitense, Usat, che è sostenuta da riserve liquide (dollari Usa e T-bill a tre mesi). Mentre Usdt, che viene utilizzata nel resto del mondo da circa 500 milioni di utenti concentrati soprattutto in America Latina, Africa e alcuni Paesi asiatici ha il 24% delle sue riserve in bitcoin, oro, prestiti garantiti e corporate bond (il resto è in titoli Usa a breve termine). Una percentuale considerata troppo alta da S&P Global Ratings, che per questo ha declassato Tether da Constrained a Weak, il livello di valutazione di stabilità più basso della scala dell'agenzia di rating. (riproduzione riservata)