Paolo Ardoino, ceo di Tether, la società che emette Usdt, la stablecoin più diffusa al mondo con oltre 450 milioni di utenti e ha una capitalizzazione di mercato di 150 miliardi di dollari, mercoledì 14 ha presentato ufficialmente in anteprima Qvac, una piattaforma di sviluppo di intelligenza artificiale decentralizzata, modulare e funzionante su ogni dispositivo che, sono parole sue, «promette di rivoluzionare il panorama dell'AI su scala globale».
La presentazione è stata fatta dal palco principale dell'AI Week di Milano, evento che ha accolto quasi 18.000 partecipanti dall’Italia e dal resto d’Europa.
«Qvac porterà nel settore dell'intelligenza artificiale la stessa rivoluzione che Usdt ha portato nella finanza tradizionale», ha dichiarato Ardoino. Tether, che l’anno scorso ha messo a segno profitti per ben 13 miliardi di dollari, si contrappone infatti alla finanza tradizionale e alle Big Tech, descritte da Ardoino con il concetto di «Death by 1000 intermediaries» («Morte per mano di mille intermediari») e vuole promuovere per l'AI «libertà, mercati aperti e sovranità individuale».
Qvac è dunque una piattaforma di intelligenza artificiale decentralizzata, concepita come alternativa diretta al modello dominante di AI centralizzata basata su cloud, ispirandosi alla domanda finale del racconto L'ultima domanda di Isaac Asimov («Come si può invertire l'entropia?»), che evidenzia la volontà di ripensare completamente l'approccio all'intelligenza artificiale. Citando ancora lo scrittore statunitense, Ardoino ha ricordato che «nessun problema è impossibile da risolvere in qualunque delle circostanze concepibili».
«L'approccio è completamente nuovo e la piattaforma», ha spiegato Ardoino, «si fonda su tre principi fondamentali. L'AI deve essere locale: l'inferenza e l'apprendimento avvengono direttamente sul dispositivo, garantendo privacy, velocità e resilienza dei sistemi. I dati devono appartenere agli utenti: comunicazioni, documenti, dati sensibili e pensieri non lasciano mai il dispositivo senza consenso esplicito dei possessori. E l'AI deve essere senza permessi e programmabile».
Il cuore tecnico del progetto è il Software Development Kit (SDK) di Qvac, che permetterà a qualunque sviluppatore di costruire applicazioni di AI senza limitazioni; creare agenti AI autonomi inarrestabili da intermediari, da controlli e dalla centralizzazione dei sistemi, che li rende fragili; eseguirli su qualsiasi dispositivo; operare senza cloud, senza vincoli, solo con quella che viene definita «intelligenza pura».
L'architettura peer-to-peer di Qvac permetterà una scalabilità virtualmente infinita, con agenti autonomi che collaborano in una rete distribuita senza gatekeeper. Ardoino ha definito questa visione come «Sextillions of Agents, Universal Swarm» («Sestilioni di agenti, uno sciame universale»). (riproduzione riservata)