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Tether investirà anche in Italia. Intervista esclusiva al ceo Paolo Ardoino
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Tether investirà anche in Italia. Intervista esclusiva al ceo Paolo Ardoino

10 gennaio 2025, 20:00 Ultimo aggiornamento: 20:22

Ardoino a tutto campo: ecco perché Tether ha messo 775 milioni di dollari nel social media Rumble. E vi spiego l’utilità sociale di USDT | Tether investe 775 milioni di dollari in Rumble, il social rivale di YouTube

L’utile netto 2024 di Tether supererà i 10 miliardi di dollari. La società che emette USDT, la stablecoin più usata al mondo, vanta una capitalizzazione di mercato di 137,4 miliardi di dollari. Di fieno in cascina ne ha in abbondanza e sta cominciando a investirlo anche in settori diversi da quello delle criptovalute. Il ceo Paolo Ardoino illustra lo stato dell’arte.

Domanda. Il mese scorso Tether ha annunciato di avere investito 775 milioni di dollari in Rumble, il social diretto concorrente di YouTube che ha accolto Donald Trump quando era stato messo al bando da Facebook, Instagram e Twitter. La notizia è stata ignorata dai media italiani. Perché?

Risposta. Non ne hanno parlato perché in Italia e nel resto d’Europa dà fastidio il fatto che ci siano piattaforme che vogliono liberalizzare l'informazione. Guardiamo a quel che succede nel Regno Unito, per esempio: qui la gente viene messa in carcere perché scrive sui social un messaggio che può essere considerato offensivo. E deve stare in prigione più anni di quelli che danno invece a uno che ha abusato di una ragazzina. La scala di valori sta diventando corrotta.

D. Sta dicendo che in Europa non c’è libertà?

R. Sfortunatamente in Europa la libertà di parola e pensiero è estremamente limitata, si sta andando verso un mondo dove gli Stati vogliono controllare sempre di più quello che fanno i cittadini, cosa dicono i cittadini. Anche dal punto di vista della libertà finanziaria.

D. È questo il motivo per cui in Italia Bitcoin è mal tollerato dalle autorità competenti?

R. Secondo me non sono contro Bitcoin perché lo considerano uno strumento molto volatile ma perché non vogliono perdere il controllo sulla moneta. Se perdi il controllo sull’informazione e sulla moneta perdi il controllo sui cittadini, che poi possono decidere che il governo in carica e lo status quo non vanno più bene. La maggior parte degli Stati europei sta disperatamente cercando soluzioni per mantenere un controllo capillare su ogni cittadino per paura che l'intera Europa si sgretoli come confederazione.

D. Quindi avete investito in Rumble per difendere la libertà di parola?

R. Sì. E lavoreremo con Rumble per fare aggiungere sulla sua piattaforma la possibilità di effettuare pagamenti USDT, TetherGold e bitcoin e per iniziare a educare le persone sull'importanza di mantenere la libertà di parola e la libertà finanziaria.

D. Mi sta dicendo che Tether non investirà mai, non dico in Italia, ma nemmeno nel resto d'Europa?

R. Al contrario: presto annunceremo un nostro investimento in una società italiana, non posso ancora dire quale, in parte legata all'informazione, per spingere la nostra filosofia basata sui concetti dell'indipendenza, della libertà di parola e della libertà finanziaria. In Europa abbiamo già investito in Northern Data, una società quotata alla borsa di Francoforte che si occupa di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Quindi in realtà stiamo cautamente investendo in Europa. Ma siamo rimasti tra i pochi che ancora lo fanno…

D. In Europa, ora che è entrata in vigore la Micar, si può ancora usare Usdt?

R. La Micar offre una cornice che deve essere implementata a livello di ogni Stato membro dell’Ue, che può adattarla al contesto nazionale. Inoltre è stato concesso un grace period fino a 18 mesi per adeguare la regolamentazione e consentire agli exchange di mettersi in regola. Quindi non è affatto detto che USDT venga delistato. Finora lo ha fatto solo Coinbase, ma per un motivo evidente: Coinbase è il principale azionista di Circle, la società che emette USDC, il principale concorrente di USDT.

D. Quanto pesa l’Europa nel business di Usdt?

R. Meno del 5%. Il punto è che gli europei non hanno bisogno di USDT, non hanno bisogno di stablecoin in generale, perché un europeo può pagare in mille modi diversi, con Paypal, con la carta di credito, di debito, con i bonifici bancari eccetera.

D. Chi usa Usdt allora?

R. A oggi è utilizzato da 400 milioni di persone e la maggior parte di loro lo usano come un dollaro digitale, perché non hanno altre opzioni per accumulare valuta stabile e fare pagamenti digitali globali.

D. In quali Stati Usdt è usato di più?

R. In Turchia abbiamo circa 20 milioni di utenti, in Argentina più di 10 milioni, per fare un esempio. Sono Paesi ad altissima inflazione e la cui moneta locale si è svalutata tantissimo contro il dollaro. Quindi una persona in quei Paesi vorrebbe poter detenere dollari per non perdere il potere d’acquisto. Ma in banca non gli danno dollari o al massimo ne danno 100 al mese. Cosa può fare allora un risparmiatore argentino o turco? Storicamente per avere dollari si rivolgeva al mercato nero. Ma ora con gli USDT finalmente il regolatore locale permette agli exchange cripto di cambiare le lire turche in Usdt, che a loro volta possono essere cambiati in dollari. Usdt è potenzialmente diventato il dollaro digitale per i 3 miliardi di persone che vivono senza un conto bancario, si chiamano unbanked. Costoro non hanno un conto corrente bancario perché sono troppo povere per interessare alle banche.

D. Mi vuol fare intendere che Usdt ha una grande utilità sociale?

R. Se tu non generi 150 dollari di commissioni all'anno, nessuno ti apre un conto bancario. Ma se tu vivi in Africa e o ad Haiti dove lo stipendio medio mensile è di 50 o 100 dollari, non puoi pagare 150 dollari di commissioni a una banca. Pertanto quei pochi risparmi che hai li tieni in contanti. Ma questo è pericoloso perché puoi essere facilmente derubato. E comunque ti mangia tutto l’inflazione. Pertanto USDT è una nuova opzione per i 3 miliardi di unbanked. Di questi, 400 milioni lo usano già. Sono tutte persone povere che ci ringraziano. Noi siamo considerati eroi da loro perché tutte le organizzazioni non governative, tutte le charity, tutti quelli che si sono sempre fatti belli nel mondo dicendo combattiamo la povertà, portiamo i servizi finanziari base a tutti alla fine non fanno altro che organizzare cene costosissime. Dà fastidio che due italiani come noi (il maggiore azionista di Tether è Giancarlo Devasini, ndr) con 100 persone in azienda abbiano creato un prodotto che serve 400 milioni di persone a cui il sistema bancario tradizionale non offre niente. (riproduzione riservata)



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