Da anni non si vedeva un debutto in borsa così esplosivo: Circle, la società che emette USDC, la seconda stablecoin più diffusa al mondo, ha esordito giovedì 5 al Nyse con un rialzo del 167,2%. E il giorno dopo ha messo a segno un nuovo guadagno del 29,4%, portando la capitalizzazione a 23,75 miliardi di dollari.
Alcuni analisti hanno provato a fare il calcolo di quanto varrebbe in borsa Tether, la stablecoin più diffusa al mondo con oltre 400 milioni di utenti, prendendo come parametri i numeri di Circle: si parla di un valore tra i 50 e i 100 miliardi di dollari. Ma il ceo Paolo Ardoino ha ripreso un post in cui Jon Ma, numero uno di Artemis, società che sta sviluppando lo standard dei dati per la finanza digitale, fa una stima di 515 miliardi di dollari, numero che farebbe di Tether la diciannovesima società più capitalizzata al mondo, immediatamente preceduta da Netflix con 529,34 miliardi. Ardoino l’ha definita «un po’ bearish, viste le nostre attuali riserve in oro e Bitcoin, che stiamo incrementando».
Si tratta comunque di discorsi teorici perché, ha dichiarato Ardoino in esclusiva a milanofinanza.it «non pensiamo neanche lontanamente di andare in borsa. Tether è completamente sostenibile e autosufficiente, per questo non ha bisogno di andare in borsa. Preferisco potermi concentrare sulla creazione di nuovi prodotti e l’espansione monetaria di USDT, rispetto a dover compiacere qualche analista di borsa su base trimestrale. Solitamente chi va in borsa è perché ha bisogno di prendere a prestito capitale a condizioni favorevoli o il management sta cercando una exit. A noi non interessa nessuna delle due cose. Tether infatti è estremamente profittevole e noi non siamo interessati a mollare. Mai»
Intanto venerdì 6 la borsa di criptovalute Gemini, di proprietà dei gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, ha presentato alla Sec, in via confidenziale, una richiesta di Ipo. Secondo il comunicato stampa della stessa società, non è ancora stato determinato il numero di azioni destinate alla vendita, così come l’intervallo di prezzo per l’offerta. (riproduzione riservata)