Paolo Ardoino, ceo di Tether, ha dichiarato in un'intervista a Bloomberg Television che la società che emette Usdt, la stablecoin più diffusa al mondo con circa 500 milioni di utenti, è sulla buona strada per operare negli Stati Uniti.
La notizia arriva meno di una settimana dopo che il presidente Donald Trump ha firmato il Genius Act per regolamentare le stablecoin negli Stati Uniti, occasione in cui ha pubblicamente ringraziato Ardoino per il lavoro che sta facendo.
«Siamo a buon punto nella definizione della nostra strategia interna per gli Stati Uniti», ha dichiarato Ardoino, sottolineando che prevede di annunciarla «entro i prossimi due mesi». La nuova stablecoin con sede negli Stati Uniti sarà rivolta ai mercati istituzionali.
Tether è da sempre oggetto di critiche perché non fornisce una revisione contabile indipendente completa delle sue riserve di stablecoin, rilasciando invece attestazioni trimestrali firmate da Bdo Italia. Il mese scorso la società ha assunto Simon McWilliams come nuovo direttore finanziario per guidare gli sforzi volti a garantire una revisione completa. Ardoino ha anche affermato che ottenere una revisione da una delle Big Four – Deloitte, EY, PwC o KPMG – è una «priorità assoluta».
Negli Stati Uniti, Tether probabilmente dovrà affrontare una maggiore concorrenza, poiché le banche tradizionali, tra cui JPMorgan, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo, stanno cominciando a pianificare il lancio delle loro stablecoin. «Possono competere», ha dichiarato al riguardo Ardoino, «e probabilmente, forse, essere migliori di noi nel breve termine negli Stati Uniti, semplicemente perché è un mercato nuovo per noi. Ma noi abbiamo una tecnologia migliore e una conoscenza del mercato dello stablecoin superiore a chiunque altro».
Ardoino ha infine ribadito che Tether non è interessata a quotarsi in borsa come invece ha fatto il suo concorrente americano, Circle. (riproduzione riservata)