Svolta storica. Dopo essere stato per lunghi anni cfo di Tether, Giancarlo Devasini, primo azionista della società, ne diventa il presidente. La carica di cfo viene assunta da Simon McWilliams con l’obiettivo di andare verso un audit finanziario completo. Paolo Ardoino resta ceo e ora è negli Stati Uniti per cercare di strappare una regolamentazione delle stablecoin che non sia troppo penalizzante per la società che emette Usdt.
Un audit completo è necessario per poter entrare a pieno titolo negli Stati Uniti. E venerdì prossimo è in programma alla Casa Bianca il primo vertice fra Donald Trump e i massimi esponenti del settore cripto Usa per discutere della regolamentazione, delle stablecoin e della costituzione di una riserva strategica in cripto.
«L'esperienza di Simon negli audit finanziari lo rende il cfo perfetto per guidare Tether in questa nuova era di trasparenza», ha dichiarato Ardoino. «Con la sua leadership, ci stiamo muovendo decisamente verso un audit completo, rafforzando il nostro ruolo nel supportare la solidità finanziaria degli Stati Uniti e ampliando l'impegno istituzionale».
Con oltre 113 miliardi di dollari in titoli del Tesoro Usa, Tether è ora il diciottesimo detentore di debito pubblico statunitense, superando le principali economie come Germania ed Emirati Arabi Uniti. «Queste partecipazioni», sottolinea una nota della società, «forniscono liquidità e forza essenziali al mercato del debito statunitense, eliminando la minaccia di singoli decisori provenienti da Paesi antagonisti e rafforzando la fiducia globale nella stabilità del dollaro».
«Con la crescita della domanda di asset garantiti dal dollaro», prosegue la nota, «Tether è diventato il più grande canale digitale per l'accesso al dollaro statunitense, a vantaggio di oltre 400 milioni di utenti in tutto il mondo, in particolare quelli nei mercati emergenti e la popolazione non bancarizzata, abbandonata dal settore bancario perché troppo povera per sostenere le costose commissioni sui conti bancari. Digitalizzando il dollaro, Tether ha ampliato l'accesso agli strumenti finanziari statunitensi, garantendo che sia le istituzioni che gli individui possano sfruttare la forza dell'economia statunitense». (riproduzione riservata)