A partire da venerdì 31 gennaio Usdt, la stablecoin più usata al mondo con una capitalizzazione di mercato pari a 139,4 miliardi di dollari ed emessa da Tether non potrà più essere scambiata sulle borse di criptovalute che hanno una licenza dell’Unione Europea. La società guidata da Paolo Ardoino non è infatti conforme al regolamento Ue Micar. Si pensava che alla fine l’Ue avrebbe concesso più tempo agli inadempienti per mettersi in regola, ma non è stato così.
Uno Statement dell’Esma ha fatto sapere che in relazione alle posizioni dei propri clienti nelle cripto-attività inadempienti, le borse di criptovalute possono continuare a offrire i loro servizi esclusivamente allo scopo di consentirne la vendita fino al 31 marzo. Già Coinbase aveva delistato Tether nell’Ue, ma alla mossa non era stato dato un peso eccessivo, visto che la borsa di criptovalute quotata al Nasdaq ha stretti legami con Usdc, che ha aderito al Micar ed è la principale concorrente di Tether.
Un portavoce di Tether ha manifestato il suo disappunto per gli sviluppi del mercato in Europa: «Come abbiamo costantemente espresso, alcuni aspetti del Micar rendono più complesso il funzionamento delle stablecoin con licenza Ue e potenzialmente introducono nuovi rischi». In base al Micar, gli emittenti di stablecoin dovranno detenere almeno il 60% degli asset di riserva in banche europee. E Ardoino ha più volte spiegato che poiché le banche possono prestare fino al 90% delle loro riserve, questo potrebbe introdurre «rischi sistemici» per gli emittenti di stablecoin. Tether dà quindi l’addio alle borse cripto con licenza Ue, almeno sotto la forma di Usdt. (riproduzione riservata)