La società di trading Cantor Fitzgerald ha acquistato il 5% di Tether, la più diffusa stablecoin del mondo, pagando 600 milioni di dollari, secondo il Wall Street Journal. L’intera società del settore cripto sarebbe così stata valutata 12 miliardi di dollari, a fronte di un utile netto consolidato di 7,7 miliardi di dollari nei primi nove mesi dell’anno e a una capitalizzazione di mercato di 132,59 miliardi di dollari. L’accordo di acquisto della quota è stato stipulato l’anno scorso, ma la notizia è trapelata solo pochi giorni fa.
A rendere l’operazione molto interessante anche per chi non si occupa di criptovalute è il fatto che il maggiore azionista e ceo di Cantor Fitzgerald è Howard Lutnick, designato dal presidente eletto Donald Trump alla carica di segretario al Commercio Usa. Sempre secondo il Wall Street Journal, la società di Lutnick sarebbe inoltre in trattative con Tether per farla collaborare al suo programma multimiliardario che consentirà ai clienti di prendere in prestito denaro utilizzando bitcoin come garanzia. Annunciata per la prima volta lo scorso luglio, l'iniziativa di Cantor Fitzgerald partirà con fondi per 2 miliardi di dollari, che potrebbero eventualmente aumentare fino a decine di miliardi di dollari. La potenziale inclusione di Tether nel progetto segnala un approfondimento della relazione tra le due società.
Dal 2021 Cantor Fitzgerald custodisce i titoli del Tesoro Usa detenuti da Tether, che al 30 settembre di quest’anno erano pari a 102,5 miliardi di dollari. Tether è una stablecoin legata a un rapporto di parità con il dollaro, quindi per ogni Tether in circolazione la società, guidata da Paolo Ardoino e il cui maggiore azionista è Giancarlo Devasini (entrambi italiani), deve avere nelle sue riserve un dollaro. Poiché sono in circolazione 132,59 miliardi di Tether, le riserve devono essere della stessa cifra in dollari.
Quei circa 30 miliardi che non sono in titoli del Tesoro Usa sono suddivisi tra bitcoin e oro. Al riguardo il Wall Street Journal riferisce un aneddoto divertente: l’anno scorso il figlio di Lutnick, Brandon, ha fatto uno stage a Lugano, dove Tether ha buona parte delle sue attività operative. E qui il giovane avrebbe avuto il compito di contare i lingotti posseduti da Tether e custoditi in un caveau all’interno di una montagna in Svizzera. Brandon Lutnick non ha risposto alla domanda del Wall Street Journal se l’episodio fosse vero.
Per concludere: il padre Howard ha promesso che non appena il Senato Usa avrà confermato la sua nomina cederà le sue quote detenute nelle società in cui è coinvolto. (riproduzione riservata)