Svolta nel percorso di riorganizzazione di Tessellis. Il consiglio di amministrazione della holding nata dalla fusione tra Linkem Retail e Tiscali ha deliberato di accettare l’offerta vincolante avanzata da Canarbino per l’affitto del ramo d’azienda B2C di Tiscali Italia, funzionale alla successiva cessione dello stesso. L’operazione, che si colloca nel più ampio contesto della valorizzazione degli asset e del riequilibrio finanziario del gruppo, rappresenta un tassello chiave della strategia industriale di Tessellis.
Canarbino, gruppo energetico con 700 dipendenti e 800 mila clienti nel retail, opera lungo tutta la filiera del gas naturale e dell’energia elettrica, dal trading e approvvigionamento fino alla vendita al cliente finale tramite le controllate HB Trading, Segnoverde ed Energia Pulita. Negli ultimi anni ha consolidato la propria crescita anche attraverso acquisizioni e integrazioni di aziende, costruendo un’esperienza consolidata nell’espansione e nella gestione di business complessi.
L’affitto del ramo B2C di Tiscali, la cui durata iniziale sarà di 12 mesi a partire dal 1° giugno 2026 (prorogabile di ulteriori tre mesi), prevede un canone pari a 333 mila euro per il primo anno e 200 mila euro per la proroga, mentre la cessione definitiva valorizza il ramo a un enterprise value di 27 milioni di euro, con un premio aggiuntivo fino a 16,45 milioni legato al numero di dipendenti effettivamente trasferiti.
L’operazione comprende anche la licenza d’uso dei marchi «Tiscali» e «Linkem» e dei relativi diritti di proprietà intellettuale, evidenziando l’importanza strategica del brand e del know-how consolidato nel ramo B2C. Dal punto di vista industriale, l’iniziativa punta a creare un operatore integrato energy-tlc in grado di servire oltre 1,5 milioni di clienti, sfruttando sinergie tra servizi energetici e di connettività e potenzialmente ampliando la base clienti attraverso una piattaforma integrata.
Per Tessellis, l’operazione è coerente con la strategia di valorizzazione selettiva degli asset, preservando la continuità aziendale in forma indiretta. Parallelamente, la società sta proseguendo le interlocuzioni per il ramo B2B, non incluso nell’offerta di Canarbino.
L’efficacia dell’affitto e l’impegno all’acquisto definitivo del ramo sono, però, subordinati al rispetto di alcune condizioni chiave: l’espletamento di una procedura competitiva ai sensi del Codice della Crisi d’Impresa, il rilascio del «non dissenso» da parte dell’esperto nominato nella composizione negoziata, eventuali autorizzazioni Golden Power e Antitrust, e la rimodulazione del perimetro occupazionale entro soglie compatibili con la sostenibilità dell’operazione. Il termine per soddisfare o rinunciare a queste condizioni è fissato al 15 maggio 2026.
Contestualmente, il gruppo ha avviato la procedura di composizione negoziata della crisi ai sensi del Codice della Crisi d’Impresa, procedura che riguarda Tessellis, Tiscali Italia e Go Internet, e che mira a garantire una gestione coordinata della crisi, tutelando il patrimonio aziendale e favorendo la stabilizzazione della struttura operativa e finanziaria del gruppo. La società ha richiesto anche misure cautelari sui rapporti contrattuali ritenuti essenziali per la continuità del business e la sospensione degli obblighi di ricapitalizzazione.
Nonostante il complesso quadro economico, Tessellis ha sottolineato che l’operazione e la procedura avviata non avranno impatto sulla qualità dei servizi offerti ai clienti Tiscali e Go Internet. Nel frattempo, la società continua a gestire le eccedenze occupazionali tramite strumenti non traumatici, inclusi esodi incentivati, già concordati con le organizzazioni sindacali nei primi mesi del 2026.
L’operazione con Canarbino rappresenta, quindi, un momento cruciale per il gruppo, con la prospettiva di creare sinergie industriali e di ampliare la capacità di servizio in un modello integrato tra energia e telecomunicazioni. Rimane, tuttavia, ancora aperta l’incertezza sul completamento finale dell’operazione, subordinata al soddisfacimento delle condizioni sospensive e all’omologazione dello strumento di ristrutturazione previsto.
A Piazza Affari il titolo Tessellis (29,61 milioni di euro la capitalizzazione di mercato), il 2 marzo in una giornata di bufera sui mercati a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran, è crollato in chiusura del 6,06% a 0,076 euro. Negli ultimi tre mesi è rimbalzato del 13% ma in un anno ha lasciato sul terreno il 65%. (riproduzione riservata)