Nonostante le tensioni che hanno indebolito l’asse transatlantico, Europa e Stati Uniti sono pronte ad allearsi per arginare il dominio della Cina sui materiali critici. Pechino controlla il 70% dell’estrazione e raffinazione globale di 17 questi minerali strategici, senza i quali il sistema industriale dell’Ue - in particolare quello legato alle tecnologie e al digitale - si fermerebbe.
Ma nonostante la gravità del problema, solo un europeo su quattro è favorevole a sviluppare l’estrazione di questi metalli così preziosi nel Vecchio Continente. Contrarietà ancora più marcata in Italia. Lo rivela un sondaggio di Polling Europe Euroscope, istituto di ricerche con sede a Bruxelles e frutto della joint venture tra Swg e OpinionWay. Indagine poi rielaborata da Connact, la piattaforma di eventi che favorisce il confronto tra privati e istituzioni.
In Europa è emersa una spaccatura netta sul tema. Alla domanda «Quale strategia principale dovrebbe adottare l’Ue per l’accesso alle materie prime critiche?», il 23% di europei ha risposto che andrebbe sviluppata l’estrazione interna, mentre un altro 23% punterebbe sul riciclo. Per il 21%, invece, sarebbe meglio ridurre il consumo con l’innovazione mentre il 19% diversificherebbe le importazioni. Solo il 2% indica altre strade e il 12% non sa rispondere.
L’Italia è ancora più spaccata. Se il 19% opta per lo spostamento dell’estrazione nell’Ue, il 21% investirebbe nel riciclo e un altro 21% sulla diversificazione delle importazioni. La maggior parte degli italiani (24%), però, preferirebbe ridurre l’uso di minerali critici con l’innovazione e un 15% non sa. Negli altri Paesi, la Polonia punta con decisione sull’estrazione interna (37%, quasi il doppio della media Ue). Mentre gli spagnoli (27%) optano per l’innovazione e i tedeschi (26%)sul riciclo.
L’analisi di Polling Europe Euroscope sarà presentata mercoledì 24 giugno al Parlamento Europeo durante l’evento «Autonomia e competitività dell’Ue: l’agroalimentare, la salute e il digitale», organizzato da Connact. Le posizioni sono diverse anche tra politici. Il 36% dei conservatori dell’Ecr è a favore dell’estrazione interna, mentre i Verdi puntano su riciclo (35%) e innovazione (28%). I socialisti di S&D e i popolari del Ppe hanno invece posizioni più bilanciate sulle quattro opzioni.
Giovedì e venerdì saranno invece i giorni del Summit della Pax Silica a Washington. Durante l’evento gli Usa dovrebbero annunciare nuovi membri nell’alleanza sulle terre rare di cui dovrebbero far parte Ue, Australia, Corea del Sud, Emirati, Giappone, Gran Bretagna, India, Norvegia, Qatar e Singapore. Alcuni Stati europei (come Germania e Olanda) aderiranno individualmente e tra loro ci sarà anche l’Italia. Un’altra prova di quanto il dominio della Cina sui minerali critici sia forte, più delle attuali tensioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni. (riproduzione riservata)