Tenaris ha firmato un memorandum of understanding con Green Therma, azienda danese specializzata nello sviluppo di sistemi geotermici a ciclo chiuso, con l’obiettivo di accelerare in Europa le soluzioni geotermiche di nuova generazione.
La collaborazione unisce l’esperienza di Tenaris nella produzione di tubi, le connessioni premium TenarisHydril e i servizi per pozzi, con la soluzione proprietaria Heat4Ever di Green Therma, basata sulla tecnologia brevettata di tubi DualVac: un sistema di tubazioni isolate sotto vuoto progettato per ridurre al minimo la dispersione di calore e mantenere prestazioni termiche costanti.
Le due aziende lavoreranno per sostenere lo sviluppo dei sistemi geotermici a ciclo chiuso. La partnership riflette l’impegno comune a contribuire alla transizione energetica europea, promuovendo la produzione locale di energia termica pulita e riducendo la dipendenza dalle fonti energetiche importate.
«Combinando innovazione e una forte cooperazione lungo l’intera filiera europea, puntiamo a ridurre la dipendenza dall’energia importata e a rafforzare l’indipendenza energetica e la resilienza dell’Europa», ha commentato Alessandro D’Angelo, vicepresidente commerciale di Tenaris per Europa, Mar Caspio e Africa subsahariana.
Per scalare la geotermia, ha aggiunto Jorgen Peter Rasmussen, ceo di Green Therma, servono sia una tecnologia solida sia le giuste partnership industriali. «Con Tenaris, otteniamo un partner con le competenze e la portata globale necessarie a sostenere la prossima fase di sviluppo di Heat4Ever come soluzione geotermica competitiva e scalabile», ha precisato Rasmussen.
La notizia segue la piccola acquisizione da parte di Tenaris dalla statunitense Glgh Steel del 100% del capitale sociale di Artrom Steel Tubes a un prezzo di 86 milioni di euro, al netto di liquidità e debito, e includendo un livello normalizzato di capitale circolante netto. Il perfezionamento dell'operazione, soggetta all’autorizzazione delle autorità europee per la concorrenza e del governo rumeno, è previsto per il quarto trimestre del 2026.
Artrom Steel Tubes è un produttore rumeno di tubi in acciaio e senza saldatura, con una capacità produttiva annua di acciaio di 450.000 tonnellate presso il suo stabilimento di Resita e una capacità di laminazione di tubi senza saldatura fino a 200.000 tonnellate (il 4% in più sulla capacità produttiva attuale) presso il suo stabilimento di Slatina.
Tenaris prevede che l'acquisizione amplierà la gamma di prodotti per tubi industriali e la presenza produttiva, rafforzando la sua capacità di servire i clienti nel segmento industriale europeo.
Per Equita si tratta di un’operazione di «dimensioni contenute: stimiamo un impatto in area 1% dell’ebitda del gruppo, con impatti limitati per Tenaris, ma che riteniamo abbia valenza industriale». Infatti l’acquisizione consentirà al gruppo di ampliare la gamma prodotti e rafforzare la propria presenza manifatturiera in Europa, in un contesto che il management ha definito favorevole per i prezzi grazie sia al CBAM (Carbon border adjustment mechanism è un meccanismo dell'Ue che impone una tassa sul carbonio incorporato nei beni importati) sia alle nuove misure di salvaguardia per il settore siderurgico europeo (incluse tariffe per limitare le importazioni), attese entrare in vigore dal 1 luglio.
A detta di Banca Akros l’acquisizione amplia la presenza industriale di Tenaris e rafforza la sua capacità di servire i clienti nel segmento industriale europeo.
A Piazza Affari il titolo Tenaris l’11 maggio è salito in chiusura dell’1,89% a 25,92 euro. Equita ha ribadito il rating hold e il target price a 25 euro. Invece, Banca Akros ha un rating accumulate e un target price a 26 euro, alzato lo scorso 8 maggio dopo che Tenaris ha riportato risultati solidi nel primo trimestre del 2026, superiori alle aspettative.
«Sebbene il secondo trimestre 2026 sarà influenzato da minori spedizioni in Medio Oriente, maggiori costi logistici e una minor assorbimento dei costi fissi a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz, il management continua a vedere dinamiche di medio termine favorevoli per la domanda di tubi Octg, trainate da prezzi più elevati del petrolio e del gas naturale liquefatto, da una maggior attenzione alla sicurezza energetica e da investimenti più forti a livello globale in progetti shale a ciclo breve e offshore», spiega Banca Akros.
Nel mercato statunitense, i prezzi dei tubi Octg hanno già iniziato a reagire ai dazi e all’aumento dei costi delle materie prime. «Abbiamo rivisto leggermente al rialzo le nostre stime di utile per azione 2026-2028 in media dell’1,5% e alzato il nostro prezzo obiettivo da 24 a 26 euro, anche per riflettere margini di lungo periodo migliori supportati dal ciclo offshore», conclude Banca Akros. Il consenso Bloomberg vede 6 rating buy, 10 hold e 2 sell con un prezzo obiettivo medio a 24,88 euro (-2,5% di potenziale downside). (riproduzione riservata)