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Technoprobe, ecco quanto crescerà il contributo della Cina nei prossimi anni
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Technoprobe, ecco quanto crescerà il contributo della Cina nei prossimi anni

17 agosto 2026, 11:00 Ultimo aggiornamento: 17:50

Il titolo tocca il top del 15 luglio in borsa dopo aver completato gli adempimenti per la costituzione della partnership in Cina. L’azione per JP Morgan può sostituire Hera nel Ftse Mib con la revisione a settembre

Il titolo Technoprobe tocca a Piazza Affari nell’intraday il top del 15 luglio a quota 32,60 euro, salvo poi stornare sul finale (-0,13% a 31,40 euro), dopo aver annunciato venerdì 14 a mercato chiuso il completamento degli adempimenti necessari alla costituzione della partnership strategica in Cina. Inoltre, secondo JP Morgan, il produttore italiano di semiconduttori e componenti per la microelettronica è uno dei principali candidati a entrare nell’indice Ftse Mib in occasione della revisione di settembre condotta da Ftse Russell, prendendo il posto della multiutility Hera.

Technoprobe per JP Morgan può sostituire Hera nel Ftse Mib

Per l’analista di JP Morgan, Pankaj Gupta, Technoprobe è «attualmente la società con il miglior posizionamento tra quelle non incluse nell’indice, con il 27° posto per flottante e il 36° per turnover, che si traducono in un 31° posto nella classifica ILC complessiva. Hera è invece il titolo con il posizionamento più basso tra i componenti dell’indice». I risultati della revisione trimestrale dell’indice Ftse Mib saranno annunciati il 2 settembre.

In un anno l’azione ha messo a segno un +388% ed è stata una delle più grandi novità della classifica di Milano Finanza dei Paperoni 2026: i 725 italiani con il maggior patrimonio in azioni. La famiglia Crippa, che controlla Technoprobe, era sedicesima un anno fa con 2,6 miliardi di euro, adesso è quarta con 10,4 miliardi. In dodici mesi il valore della sua quota nell’azienda è esploso: quasi 7,8 miliardi di ricchezza azionaria in più. 

Completati adempimenti per la partnership strategica in Cina

Come atteso, il partner locale ha investito 35 milioni di dollari per una quota del 30% di Nexprobe Semiconductor, controllata cinese del produttore italiano di soluzioni per il testing dei chip, che manterrà quindi il 70%. L’accordo prevede, inoltre, diritti limitati di veto a tutela dell’investimento del partner e un obbligo di lock-up.

L’operazione era già stata annunciata a marzo e rientra nella strategia di ingresso di Technoprobe nel mercato cinese, con focus sul segmento delle probe card per applicazioni AI, attraverso un modello local-for-local, con capacità produttiva dedicata e il trasferimento di tecnologia proprietaria (più avanzata rispetto a quella disponibile sul mercato cinese, ma senza includere le soluzioni top di gamma del gruppo) con investimenti incrementali relativamente contenuti.

Quanto crescerà il contributo della Cina nei prossimi anni

Il management del gruppo aveva indicato in precedenza che il solo mercato cinese delle probe card per AI potrebbe valere diverse centinaia di milioni di euro. Nelle sue stime Equita ha assunto un primo contributo dalla Cina di circa 30 milioni di euro nel 2027, in crescita a 80 milioni nel 2028 e verso 100 milioni nel 2029/2030.

Banca Akros ritiene positivo, sebbene atteso, l’avanzamento della joint venture in Cina e ricorda che, nel medio termine, un rafforzamento della presenza sul mercato cinese potrebbe rappresentare un’opportunità per la società.

Equita e Banca Akros confermano buy

Al contempo la scorsa settimana è stato riportato che l’azionista statunitense Teradyne, che detiene una partecipazione pari al 10% del capitale di Technoprobe, ha incrementato i propri diritti di voto dal 5,99% all’11,59%. «L’aumento dei diritti di voto di Teradyne era atteso. Confermiamo la nostra raccomandazione buy e il nostro target price a 40 euro sull’azione», precisa Banca Akros. Anche Equita ha ribadito il rating buy con un target price a 40 euro. (riproduzione riservata)



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