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Allarme di Confitarma e Assiterminal sui rischi del green deal

Tassonomia da correggere

pagine a cura di Nicola Capuzzo
MF - Numero 147 pag. 24 del 26/07/2024

Le associazioni chiedono al governo di intervenire sulla definizione delle le attività sostenibili per evitare che navi e porti vengano esclusi dal Pnrr

Senza una correzione dello Manuale Operativo sulla Tassonomia (Reg. EU 852/2020) a cui dovranno rifarsi tutti i provvedimenti del Pnrr e del relativo Fondo Complementare, molti dei progetti riguardanti i porti e le navi italiane saranno a rischio. La Confederazione Italiana Armatori (Confitarma), insieme all'associazione dei terminal portuali Assiterminal, ha perciò incontrato i rappresentanti del Ministero dell'economia e delle Finanze (Mef), del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (l'ex Mise oggi Mimit) al fine di apportare modifiche al testo del regolamento. Quest'ultimo mira a disciplinare la definizione green dei settori economici e dei relativi investimenti e finanziamenti attraverso un set di regole e criteri di eligibilità (Technical Screening Criteria). Lo shipping è stato definito un 'settore transizionale' con criteri temporanei validi fino al 2025. «Durante la discussione Confitarma ha evidenziato alcune incongruenze riportate nel Manuale Operativo e che potrebbero inficiare e distorcere l'emanazione dei provvedimenti a supporto del nostro settore», ha spiegato l'associazione confindustriale degli armatori. «E il manuale non recepisce i nuovi criteri di vaglio tecnico (per lo shipping) oggetto di recente revisione con specifico atto delegato».

Più precisamente l'associazione degli armatori ha manifestato anche l'esigenza «che si addivenga a una corretta interpretazione dei criteri di vaglio tecnico concernenti sia il trasporto marittimo che lo stoccaggio delle merci in porto, laddove sia previsto che le navi o le infrastrutture portuali, seppur in linea con tutti gli altri criteri, non debbano essere dedicate al trasporto/stoccaggio di prodotti fossili, incluso il Gnl; ciò nonostante la produzione di Gnl sia invece considerata ammissibile dalla tassonomia. Tale incongruenza interpretativa va assolutamente sanata al fine di evitare l'inattuabilità di molti dei progetti inclusi nelle missioni e negli obiettivi del Pnrr e del Fondo complementare che concernono il nostro settore, come navi zero tailpipe, realizzazione di una rete di depositi di Gnl, cold ironing ecc.».

La comunicazione si conclude informando che «i soggetti riuniti hanno apprezzato l'atteggiamento costruttivo di Confitarma e hanno richiesto una nota tecnica affinché le criticità evidenziate possano essere affrontate e mitigate». All'incontro hanno presenziato i rappresentanti del Mef e della Ragioneria Generale, deputati all'emanazione e verifica del Manuale Operativo, nonché della struttura di Missione del Mit e del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. «Il Governo italiano dovrà far sentire la sua voce in sede comunitaria su uno dei due criteri base della tassonomia per lo shipping validi fino al 2025, ovvero che la nave non può essere destinata a trasportare prodotti fossili», ha sottolineato Fabrizio Vettosi, presidente dell'Ecsa ship finance Group. «Si tratta di un criterio pre-deduttivo, assurdo ed errato dal punto di vista tecnico, che va ad affiancarsi ad altri stringenti ma tecnicamente fattibili criteri su cui abbiamo a lungo negoziato, sia in chiave Confitarma che Ecsa, ottenendo qualche buon risultato. Appare infatti logico che non sia l'armatore o l'operatore a decidere le sorti del carico; l'armatore deve limitarsi a fornire una nave teoricamente tassonomica ma non può essere punito se tale nave anziché trasportare un prodotto edibile (e potendolo fare tecnicamente) viene utilizzata dal caricatore o dal ricevitore per trasportare un prodotto fossile». (riproduzione riservata)



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