Si preannuncia una contro-opa su Sicit, l’azienda vicentina quotata sul segmento Star e specializzata in biostimolanti per l’agricoltura. Dopo l’offerta di 16 euro per azione avanzata il 16 aprile da NB Renaissance e finalizzata al delisting, ieri il cda di Sicit ha fatto sapere di aver ricevuto da Syngenta Crop Protection - gruppo elvetico tra le principali realtà dell’agroindustria mondiale e che fa capo al colosso cinese ChemChina, affiancata da Valagro, azienda abruzzese guidata da Giuseppe Natale e acquisita dalla stessa Syngenta lo scorso ottobre - una manifestazione d’interesse non vincolante per promuovere un’offerta pubblica d’acquisto sulla totalità delle azioni Sicit «a un prezzo indicativo per azione pari a 17,3 euro», spiega la nota della società. Un valore proposto «che non sarebbe ridotto per effetto dello stacco del dividendo di 0,55 euro per azione», a differenza di quanto prevede invece l’offerta antagonista.
La proposta avanzata da Syngenta, non vincolante, è tuttavia subordinata ad alcune condizioni: l’approvazione del cda di Syngenta Crop Protection Ag; lo svolgimento di una due diligence confirmatoria su una serie d’informazioni selezionate; l’accesso al senior management della società e la visita agli impianti. «L’offerta pubblica d’acquisto che eventualmente ne dovesse conseguire potrebbe essere, in ogni caso, soggetta anche ad altre condizioni, in particolare con riferimento all’ottenimento di autorizzazioni regolamentari», precisa la nota con cui Sicit ha comunicato la mossa di Syngenta. L’offerta non vincolante include una proposta di partnership industriale rivolta in particolare a Intesa holding, attuale azionista di controllo della società con una quota del 43,4%, nonché soggetto che agisce di concerto con NB Renaissance nell’ambito dell’opa lanciata il 16 aprile. Si tratta di una finanziaria che fa capo a 33 azionisti, per la maggioranza imprenditori conciari della zona berica.
Il gruppo Syngenta sarebbe pronto a offrire a Intesa holding, nel caso in cui dovesse decidere di restare in Sicit come investitore, un patto parasociale per condividere la governance. Syngenta ha manifestato il desiderio che Intesa holding resti azionista di lungo termine e ha indicato il rapporto con gli imprenditori locali come un «elemento imprescindibile per il successo dell’operazione». Syngenta ha manifestato anche la volontà di discutere accordi commerciali di lungo termine con Sicit per la prestazione di servizi e di raccolta e lavorazione degli scarti a favore degli imprenditori azionisti di Intesa holding, accordi che punterebbero a garantire che i distretti locali in cui si trova l’attività produttiva di Sicit «continuino a beneficiare della sua presenza».
Quanto alle richieste pervenute, il cda della società con sede a Chiampo ha deciso di consentire che il gruppo Syngenta possa svolgere una due diligence limitata e ha specificato che «valuterà ogni eventuale offerta nel rispetto dei principi di correttezza e parità di trattamento (anche informativa) a tutela del mercato e di tutti gli azionisti».
Ieri in borsa il titolo Sicit ha chiuso gli scambi a 16,5 euro. La società agrochimica era sbarcata sull’Aim Italia nel maggio 2019 a seguito della business combination avvenuta con la spac SprintItaly per poi passare al Mta, segmento Star, nel giugno 2020. (riproduzione riservata)