A dieci anni dal debutto del primo modello, Surface Pro ha raggiunto un invidiabile livello di maturità sotto ogni profilo, dal design all’autonomia senza tralasciare la versatilità ideale che l’ha sempre contraddistinto e uno stile che, nella nona generazione, lo rende decisamente attraente. La disponibilità di due nuovi colori, verde foresta e azzurro zaffiro, accanto ai classici grigio platino e nero grafite, aumenta infatti l’appeal di un computer curato sin nei minimi particolari a livello di materiali e qualità costruttiva, che si è confermata ineccepibile nel corso della prova, sino alla colorazione perfetta anche all’interno delle due prese Usb-C sul lato sinistro del Surface Pro 9.
Con un peso di soli 879 grammi, che diventano 1.173 grammi con la tastiera Signature comprensiva di Slim Pen 2, e uno spessore di 9,3 millimetri, Surface Pro 9 si conferma il pc 2in1 perfetto per chi desidera la massima versatilità senza rinunciare a performance e autonomia. Surface Pro 9 integra infatti i processori Intel di dodicesima generazione, come il Core i5 del modello in prova, caratterizzati da ben 10 core fisici, di cui due ad alte prestazioni con possibilità di hyperthreading che li trasforma in quattro core logici, e 8 ad alta efficienza energetica.
Nel corso della prova questa il processore Core i5, abbinato a 8 Gb di memoria ram, si è rivelato veloce e reattivo non solo con tutte le applicazioni tipiche per la produttività individuale come quelle del pacchetto Office, ma anche con programmi più impegnativi come Adobe Photoshop, seppur con un uso non intenso per il quale è consigliabile optare per la configurazione con 16 Gb di ram e il più potente processore Intel Core i7. Le prestazioni elevate si sono inoltre dimostrate compatibili con un’autonomia che ha sfiorato le 11 ore in normali condizioni di utilizzo, con il browser Microsoft Edge con 4-5 tab aperte, Outlook per la gestione della posta, Word ed Excel all’occorrenza e poco meno di un’ora complessiva di chiamate su Microsoft Teams sotto connessione Wi-Fi. Un risultato notevole tenendo conto anche delle eccellenti caratteristiche del display multitouch da 13 pollici, tradizionale punto di forza di tutti i Surface, che nel caso del Pro 9 aggiunge la frequenza di refresh dinamica delle immagini a 120 Hz e lo standard Dolby Vision alle altre caratteristiche del pannello PixelSense Flow, caratterizzato da un’ottima luminosità e realismo dei colori con profilo sRGB.
Proprio il display multitouch e la Slim Pen 2 hanno permesso nel corso della prova di fruire al meglio di tutte le funzioni di Windows 11 e del pacchetto Microsoft 365, consentendo di catturare una schermata, annotarla a mano libera e condividerla via mail con la stessa naturalezza di un foglio di carta, o ancora prendere appunti a mano libera o con la tastiera, integrando link a pagine Internet e documenti tramite il sempre ottimo OneNote. Slim Pen 2 ha confermato tutte le proprie potenzialità grazie ai 4.096 livelli di pressione supportati e al motore aptico integrato, che fornisce dei feedback tattili simulando in tutto e per tutto il tratto di una vera penna su carta, uniti alla comodità della ricarica wireless offerta dall’alloggiamento nella tastiera del Surface, così da averla sempre carica e pronta all’uso.
Surface Pro 9 ha confermato tutta la propria versatilità non solo nell’uso ibrido come tablet abbinato alla Slim Pen 2, ma anche come notebook grazie a una tastiera confortevole da utilizzare anche per un uso intenso, con un feedback dei tasti (retroilluminabili) piacevole e un touchpad preciso e di buone dimensioni. Un merito che va condiviso come sempre con l’efficace supporto, regolabile in modo fluido per trovare l’angolazione ideale allo schermo, che viene sempre mantenuto perfettamente stabile anche usando il touch o la penna in modo energico. La presenza di una scheda Bluetooth 5.1 a basso consumo, accanto a quella Wi-Fi 6, rende meno importante la scomparsa del supporto al jack audio da 3,5 millimetri, già scomparso da pressoché tutti gli smartphone, mentre le due porte Usb-C compatibili con lo standard Thunderbolt 4 consentono di collegare con velocità elevatissime non solo dischi esterni ma anche più monitor con risoluzioni 4K. Accanto al comodissimo sistema di riconoscimento tridimensionale del volto, compatibile con il sistema di autenticazione Hello di Microsoft, Surface Pro 9 adotta ora una camera frontale con risoluzione Full HD, che insieme ai due microfoni di tipo far-field ha dimostrato di poter gestire al meglio le chiamate su Microsoft Teams, Zoom e altri sistemi di comunicazione. (riproduzione riservata)