Con un display da 13 pollici di diagonale e un peso di 1,2 chilogrammi, il nuovo Surface Laptop si rivolge a chi desidera un notebook portatile con un form factor di tipo tradizionale e con un’elevata autonomia, oltre che nuove colorazioni che vanno oltre il classico e professionale nero. Il design non si discosta in modo significativo da quello dei Surface Laptop con display da 13,8 e 15 pollici, e prevede come in tutti i laptop Microsoft un telaio in alluminio e una costruzione curata in ogni particolare, a partire dalla cerniera che garantisce una posizione stabile dello schermo a ogni angolazione. Microsoft ha però strizzato l’occhio al mondo educational e all’utenza consumer proponendo due nuove varianti di colore, viola e grigio scuro, al posto del più professionale sebbene elegante nero, oltre al classico platino tipico dell’alluminio.

Nonostante il prezzo in Italia sia attualmente leggermente superiore a quello del Surface Laptop con display da 13,8 pollici, 1.119 euro contro 1.106 per la configurazione da 16 pollici, Microsoft ha scelto un display di tipo touch con frequenza di aggiornamento limitata a 60 Hz, contro i 120 Hz dinamici, e privo della regolazione intelligente della luminosità Dolby Vision, oltre che una luminosità massima di 400 candele per metro quadrato. Nel corso della prova il display del Surface Laptop con display da 13,8 pollici ha confermato la buona qualità degli schermi dei notebook Microsoft, con colori fedeli e un buon contrasto anche nella visione di video e filmati, anche se leggermente inferiore alla qualità complessiva dei Surface con display da 13,8 e 15 pollici e ancora di più a quella di notebook allo stesso presso e con caratteristiche simili come lo Zenbook A14 di Asus, che vanta un display Oled più luminoso e con un maggior contrasto, sebbene privo del touch. Il nuovo Surface è inoltre privo del touchpad elettronico con feedback aptico, in dotazione ai fratelli maggiori, sostituito con più tradizionale ma meno flessibile touchpad meccanico, che si è dimostrato comunque preciso e di dimensioni adeguate per controllare ogni genere di software anche senza la necessità di collegare un mouse, anche se il materiale morbido offre una leggera resistenza allo scivolamento delle dita. La tastiera presenta anch’essa tasti morbidi, e non rigidi come su altri Surface, con una buona corsa, mentre il display di tipo touch è sempre un plus per sfruttare tutte le potenzialità di Windows 11.

Il riconoscimento biometrico è affidato a un sensore per le impronte digitali integrato nel pulsante di accensione, che sostituisce il comodo e preciso riconoscimento tridimensionale del volto presente negli altri Surface, come sempre compatibile con Windows Hello per la gestione delle password. Altro cambiamento è la scomparsa della porta di alimentazione proprietaria Surface, di tipo magnetico e quindi molto comoda e sicura, che è sostituita da due porte Usb-C affiancate da una di tipo tradizionale Usb-A e una per un jack audio da 3,5 millimetri. Assente nella confezione anche l’alimentatore, che deve essere acquistato a parte nel caso non se ne abbia uno disponibile al prezzo di 59,9 euro per il modello Microsoft da 45 Watt di potenza.

Microsoft ha scelto il processore Snapdragon X Plus a 8 core, meno potente dei chip montati sui Surface con display da 13,8 o 15 pollici che dispongono di 10 o 12 core, basato su architettura Arm al posto della tradizionale X86 adottata da Intel e Amd. Le prestazioni si sono rivelate comunque buone e più che adeguate a tutte i software di uso comune, a partire naturalmente da quelli per la produttività individuale così come quelli per la creatività come la suite Adobe di uso comune come Photoshop e Lightroom. Il processore è caratterizzato da consumi energetici molto ridotti e dalla presenza di una neural processing unit, ovvero una unità dedicata ai calcoli in virgola mobile capace di 45 mila miliardi di operazioni al secondo per supportare funzioni di intelligenza artificiale senza ricorrere a sistemi cloud. Nel corso della prova, l’autonomia si è attesta poco sopra le 11 ore in condizioni di uso normale, ovvero sotto copertura Wi-Fi, con browser Edge e una decina di schede aperte insieme ad Outlook, Teams, Whatsapp, Word ed Excel, oltre a sporadici usi di Acrobat Pro e Photoshop. Le prestazioni eccellenti della Npu non sono però attualmente sfruttabili, dato il ritardo di oltre un anno di Microsoft nel rendere disponibili funzioni come la ricerca intelligente recall su Windows, il cui debutto è ora previsto per fine anno salvo ulteriori ritardi.
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I vantaggi dell’architettura Arm trovano però un limite nella compatibilità, che non è ancora a livello dei chip X86 come quelli di Intel e Amd. L’architettura Arm è gia supportata dal 100% delle prime 100 app in uso nelle aziende dal 96% delle prime 300, da Office a Photoshop sino a Whatsapp e Netflix, e in continua espansione, anche se nella prova alcune stampanti e scanner sia consumer sia professionali, e alcuni software di sicurezza, hanno registrato problematiche o limitazioni di funzionalità rispetto alla versione per chip X86. (riproduzione riservata)