Non si placano le polemiche politiche sul decreto superbonus dopo l'arrivo, venerdì notte in commissione Finanze, dell'emendamento presentato dal governo e firmato dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha l'obiettivo di spalmare le detrazioni dei bonus edilizi in dieci anni e fa scattare la sugar tax (dimezzata).
Oggi, 13 maggio, scade il termine per la presentazione in commissione Finanze al Senato dei subemendamenti al decreto superbonus che verrà votato e mercoledì è atteso in Aula, ma il provvedimento sta generando parecchie frizioni politiche. È proprio sulla firma sotto l'emendamento che si gioca la battaglia interna alla maggioranza con Forza Italia che accusa il titolare del Mef di non aver condiviso le novità incluse nell'emendamento. Al centro della contestazione c'è la retroattività che cambia già dall'inizio del 2024 la detrazione in 10 anni anziché in 4.
Stamattina il leader e i dirigenti di Forza Italia (Fi) incontreranno a Montecitorio i rappresentanti degli imprenditori edili e delle banche, poi tireranno le conclusioni su come agire in Parlamento. Nel frattempo valutano di consultare la Banca d'Italia per la stretta sulla compensazione dei crediti in capo agli istituti di credito. Tuttavia, all'interno di Forza Italia c'è divisione su come agire. Il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri, si dice convinto che «alla fine si troverà una mediazione» e sono in tanti a pensarla come lui.
Tuttavia c'è anche la sugar tax a far litigare gli alleati. L'emendamento del governo prevede l'entrata in vigore della tassa sulle bevande analcoliche già dal primo luglio prossimo, anche se dimezzata, mentre fa slittare di altri 2 anni la Plastic tax: entrambe le imposte erano state istituite con la legge di bilancio del 2020 ma ogni volta hanno subito rinvii. Fino all'emendamento dell'altra notte.
Forza Italia, contraria a questo tipo di tassa, è pronta a salire sulle barricate insieme alle associazioni e alle imprese del settore. Il vicepremier e segretario di Fi Antonio Tajani, si dice pronto a chiedere modifiche al dl superbonus in Parlamento: «Non abbiamo mai litigato, voglio solo vederci chiaro: nella nostra civiltà giuridica non esistono norme retroattive, mentre queste proposte del Mef sono retroattive, siamo a metà anno e non era stato deciso così», ha detto il ministro degli Affari Esteri a proposito delle frizioni con il Mef sulla misura. Quanto alla sugar tax, «la Camera con il parere favorevole del governo ha approvato un ordine del giorno per rinviare di un paio di anni la Sugar tax. Quindi, ripeto, parere favorevole dell'esecutivo. Se dovesse passare l'aumento del Mef il costo delle bevande si alzerebbe, le aziende vedrebbero contratte le vendite, si perderebbero posti di lavoro: questa normativa italiana sarebbe disallineata rispetto alle norme europee. L'ha proposta con un emendamento il Mef, ma per noi è stata fatta a sorpresa. Non va bene e noi siamo comunque contrari ad altri aumenti sulle tasse», ha aggiunto Tajani sottolineando che del testo «discuteremo in Parlamento, dopo avere ascoltato le aziende siamo pronti ad approvare delle modifiche. Sono due casi particolari, ma voglio essere chiaro: difendiamo i conti pubblici, vogliamo condividere fino in fondo una strategia complessiva e la tattica con cui viene applicata».
Anche per il vicepremier, Matteo Salvini, si troverà sicuramente una soluzione sulla vicenda. Sul superbonus, «sono sicuro si trover una soluzione come sempre si è trovata in questo anno e mezzo di governo», ha detto a Rtl 102.5 il leader della Lega, Matteo Salvini, a proposito dei rilievi sollevati dal vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani sull'emendamento presentato dal Mef. «Ci lavorano i tecnici, non è un dossier sulla mia scrivania, quindi non voglio entrare nel campo altrui», ha aggiunto. (riproduzione riservata)