La battaglia sul nuovo resort di lusso previsto lungo la costa di Ostuni conquista la stampa internazionale. Il Times dedica un approfondimento al Four Seasons Costa Merlata, il progetto da circa 100 milioni di euro che da anni divide istituzioni, ambientalisti e operatori turistici.
Il complesso è stato ribattezzato dai media italiani il Bill Gates Resort perché il fondatore di Microsoft, attraverso la holding Cascade Investment, controlla circa il 71% di Four Seasons, la catena alberghiera partner dell’operazione. Gates, tuttavia, non è coinvolto direttamente nello sviluppo del progetto, promosso dal gruppo israeliano Omnam Investment Group insieme alla società proprietaria dell’area.
Presentato nel 2021, il Four Seasons Costa Merlata dovrebbe sorgere in contrada Mogale, lungo il litorale di Ostuni, su un’area di circa 9 ettari.
Il piano prevede un resort di fascia alta con 150 camere e suite, ristoranti, bar, piscine, beach club, spa e spazi per eventi, destinato a rafforzare l’offerta dell’ospitalità di lusso in una delle destinazioni turistiche più richieste del Mezzogiorno.
Proprio la localizzazione dell’intervento ha però alimentato una forte opposizione.
L’area è caratterizzata dalla presenza di grotte, doline, sistemi dunali e habitat frequentati dagli uccelli migratori. I comitati locali contestano inoltre il possibile aumento del consumo idrico, l’inquinamento luminoso e gli effetti sulla flora e sulla fauna locali.
Lo scorso anno anche l’assessorato regionale ai Beni culturali e al Paesaggio aveva espresso un parere critico, parlando del rischio di una «alterazione irreversibile» del paesaggio costiero.
Secondo Angelo Bonelli, deputato e leader di Europa Verde, «la realizzazione di questo progetto determinerebbe una modifica irreversibile del carattere morfologico e funzionale del sistema rurale costiero dell’agro di Ostuni, con una grave compromissione del contesto paesaggistico e ambientale della costa».
Nonostante i rilievi, l’iter amministrativo è proseguito attraverso il regime delle Zone economiche speciali (Zes), uno strumento nato per favorire gli investimenti produttivi e che, secondo i comitati locali, non dovrebbe essere utilizzato per operazioni immobiliari di carattere turistico.
Diverse associazioni, tra cui il Libero Comitato per la salvaguardia dell’habitat costiero di Ostuni, hanno presentato ricorso al Tar, mentre Bonelli ha annunciato un’interrogazione parlamentare chiedendo la revoca delle autorizzazioni.
Nel frattempo, nella zona continuano le manifestazioni con lo slogan «Giù le mani dalla costa».
Il progetto, tuttavia, non ha ancora ottenuto il via libera definitivo.
I lavori non sono iniziati e la decisione finale dipenderà dalla Valutazione di impatto ambientale, avviata nelle scorse settimane. Fonti governative, citate dal Times, precisano che nessuna decisione conclusiva è stata ancora assunta e che l’autorizzazione potrà arrivare solo dopo un parere favorevole della Regione Puglia.
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