Il rand sudafricano ha subito un deprezzamento di oltre l'1%, arrivando a circa 18,6 per dollaro, il livello più basso da inizio maggio. La causa principale è stata l'uscita dei primi risultati elettorali, che indicano che il partito al governo, l'African National Congress (Anc), potrebbe perdere la maggioranza parlamentare per la prima volta da quando è salito al potere nel 1994.
Nonostante ci si aspetti ancora che l'Anc rimanga il partito più grande, una percentuale sotto al 50% lo costringerebbe a formare una coalizione con un altro partito o più partiti per mantenere il governo. Questa prospettiva ha generato preoccupazioni tra gli investitori, timorosi che un calo significativo dei consensi possa portare ad alleanze con partiti populisti, che hanno minacciato di nazionalizzare beni, inclusi terreni e banche.
Intanto, è attesa la decisione della Banca centrale sudafricana sulla situazione dei tassi di interesse, che sarebbe intenzionata a mantenere invariati a livelli elevati, continuando la sua lotta contro l'inflazione nonostante l'incertezza politica in corso. La situazione economica è resa ancora più complicata dall'aumento del debito pubblico e dalle pressioni inflazionistiche, che pongono sfide significative per il futuro del paese.
I risultati parziali delle elezioni, con l'Anc al 42,5% dei consensi contro il 25,82% dei liberali della Democratic Alliance e l'8,47% della sinistra radicale degli Economic Freedom Fighters, segnalano una possibile svolta nella politica sudafricana. L’affluenza alle urne è stata alta, smentendo i timori di una partecipazione marginale, ma i ritardi nei seggi stanno allungando i tempi di attesa per i risultati finali, alimentando malumori tra le forze di opposizione. La perdita della maggioranza da parte dell'Anc, un evento storico dopo 30 anni di dominio politico, potrebbe segnare l'inizio di una nuova fase nella politica sudafricana, caratterizzata da maggiore instabilità e incertezza economica.