Dalla presidente della Bce Christine Lagarde è arrivata un’apertura di credito sull’operazione Unicredit-Commerzbank: «Il consolidamento bancario a livello europeo è qualcosa che da più parti è auspicato da tempo: sarà interessante vedere come questo processo si attuerà nelle settimane che verranno», ha dichiarato ieri Lagarde nel corso della conferenza stampa sul taglio dei tassi.
Ad ogni modo, ha continuato la banchiera centrale, «i due istituti sanno perfettamente quali sono i requisiti regolamentari». Al momento «ci sono poche banche paneuropee» e quella fra Unicredit e Commerzbank «è piuttosto una fusione transfrontaliera tra due grandi istituzioni che sarà analizzata dal punto di vista regolatorio e certamente soddisferà molti di quanti si aspettavano fusioni transfrontaliere con l'unione bancaria», pur rinviando alla Vigilanza della Bce l’analisi del dossier che «farà quello che deve fare in piena indipendenza», ha concluso Lagarde.
Le parole della presidente della Bce sono il primo endorsement arrivato dopo il blitz che martedì 10 settembre ha portato Unicredit al 9% di Commerz con un esborso di 1,5 miliardi. Sinora né il governo tedesco, né le istituzioni europee si sono espressi sull’operazione e solo i sindacati sono usciti allo scoperto. Stefan Wittmann per esempio, portavoce di Ver.di che siede nel board di sorveglianza di Commerz, è andato all’attacco in un’intervista al quotidiano francese Les Echos. Se non riesce a rimanere indipendente, l’istituto di Francoforte «farebbe meglio a impegnarsi in colloqui di cooperazione con una banca francese piuttosto che legarsi all'italiana Unicredit. Ci capiamo meglio con i francesi che con i milanesi in termini di politica industriale e su come gestire una banca».
Questi attacchi non preoccupano Orcel. Dopo l’acquisto del 9% il banchiere è pronto ad avviare negoziati da una posizione di forza. Con un piede ben piantato nell’azionariato di Commerz, Unicredit è in grado di condizionare l’esito delle discussioni, a differenza di quanto accaduto nel precedente tentativo del 2022. Un ruolo chiave sarà giocato anche dai presidenti delle due banche, entrambi figure di alto profilo istituzionale: per Unicredit l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, per Commerz l’ex capo della Bundesbank, Jens Weidmann, attuale presidente del consiglio di sorveglianza della banca tedesca.
Non stupisce comunque che a dedicare ampio spazio alle voci critiche sia più la stampa francese di quella tedesca. Anche Parigi (e nello specifico la sua prima banca Bnp Paribas) sta guardando da tempo al dossier Commerzbank e l'ìnteresse si sarebbe riacceso la scorsa settimana dopo l’annuncio della privatizzazione.
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