Limitare gli arbitraggi regolamentari tra banche e non banche e garantire la sicurezza della clientela sono diventate una priorità per le istituzioni Ue. Per questo il Parlamento Europeo si prepara a intervenire per normare il settore dei pagamenti digitali, uno degli snodi più delicati della finanza internazionale. Martedì 23 l'organo legislativo di Strasburgo ha proposto una serie di modifiche al regolamento sui servizi di pagamento e di moneta elettronica. Se approvate, le nuove regole si applicheranno a tutti i prestatori di servizi di pagamento (Psp) comprese le banche e armonizzeranno il quadro normativo all'interno dell'Unione per meglio tutelare i consumatori.
In prima battuta Bruxelles vuole regolamentare l'ingresso di nuovi operatori nei servizi di pagamento che consentono ai clienti di effettuare gli acquisti online senza carta di credito. Questi servizi sono già offerti in alcuni Stati membri (Sofort, IDeal o Trustly), ma finora i fornitori non erano regolamentati a livello Ue. In questo ambito le nuove norme dovrebbero affrontare i problemi di responsabilità, sicurezza e protezione dei dati. All'attività di fornitura di servizi di pagamento, compresi i servizi di moneta elettronica, si applicherebbero insomma le stesse condizioni in tutta l'Ue e la legislazione dovrebbe rimanere neutrale dal punto di vista tecnologico.
Il secondo obiettivo contenuto nella proposta è potenziare la sicurezza informatica delle transazioni. Per proteggere i trasferimenti, l'identificativo univoco sarà verificato gratuitamente e gli operatori dovranno garantire una forte autenticazione del cliente. Secondo i deputati, un prestatore di servizi di pagamento che non applichi adeguati meccanismi di prevenzione delle frodi sarà costretto a risarcire le perdite subite dalla clientela. Per parte loro, i clienti dovranno dare il loro consenso al trattamento dei dati personali e avranno la possibilità di rinunciare alla condivisione dei dati.
Sul fronte dei prodotti, la proposta del Parlamento Ue punta a una maggiore trasparenza in materia di commissioni. I clienti avranno informazioni chiare, trasparenti e accessibili su tutte le spese prima di una transazione, compresi gli oneri di conversione valutaria o eventuali commissioni fisse per il prelievo di contanti. Un altro obiettivo della Ue è combattere la debancarizzazione di alcune aree, consentendo l'accesso al contante alla clientela nelle zone remote o rurali. La proposta prevede che, anche senza fare acquisti, i negozi possano fornire contanti alla clientela (fino a 100 euro) e che gli sportelli bancomat possano consentire prelievi pur senza gestire conti di pagamento.
«Nella direttiva aggiornata sui servizi di pagamento, ci siamo assicurati che la procedura di autorizzazione per i fornitori di servizi di pagamento fosse più chiara e semplice, con una migliore armonizzazione in tutta l'Ue a questo riguardo», commenta il promotore della proposta Ondej Kovaík. «Aumentiamo inoltre la trasparenza sui prelievi presso gli sportelli bancomat, prevedendo che eventuali commissioni addebitate debbano essere visualizzate al cliente fin dall'inizio. Ci siamo inoltre assicurati di rafforzare il ruolo del contante nella nostra società, consentendo ai negozi al dettaglio di offrire servizi di prelievo di contanti ai clienti. In questo modo renderemo il contante più accessibile, in particolare nelle regioni più rurali dove i numeri di bancomat stanno diminuendo». (riproduzione riservata)