Texas Instruments stende il settore tecnologico europeo (-1,63% lo Stoxx settoriale). Il titolo del produttore statunitense di chip cade del 12% a metà seduta a Wall Street dopo un outlook cauto nonostante conti trimestrali in crescita.
Nel secondo trimestre del 2025 i ricavi sono stati pari a 4,45 miliardi di dollari, in aumento del 9% su base trimestrale e del 16% su base annua, circa il 2% sopra le aspettative del consenso e il punto medio della guidance di 4,35 miliardi, trainati principalmente da una ripresa ciclica per la divisione industriale del gruppo. Il margine lordo è risultato invariato al 57,9% (+10 punti base a livello trimestrale), circa 60 punti base sopra le aspettative del consenso.
Ha superato le attese anche l’utile netto, pari a 1,3 miliardi di dollari (in aumento del 15% su base annua e del 10% su base trimestrale), il 4% sopra il consenso, portando l’utile per azione a 1,41 dollari rispetto al punto medio della guidance di 1,34 dollari.
A deludere il mercato è stata la guidance per il terzo trimestre del 2025 che prevede ricavi tra 4,45 e 4,80 miliardi di dollari, con punto medio a circa 4,63 miliardi (in aumento del 4% su base trimestrale e dell'11% su base annua), ma solo l'1% sopra il consenso, e un utile per azione tra 1,36 e 1,80 dollari, con punto medio a circa 1,58 dollari (+12% su base trimestrale e +29% su base annua), escludendo gli effetti delle recenti modifiche alla legislazione fiscale statunitense, che incidono per circa -1% rispetto al consenso.
Il ceo, Haviv Ilan, ha indicato che la domanda nel settore industriale è stata forte, ma principalmente legata ad acquisti anticipati a causa dei timori per i dazi dell’amministrazione Trump, con i clienti che hanno aumentato le scorte. Per quanto riguarda il settore automobilistico, i clienti sono rimasti prudenti.
I risultati di Texas Instruments, secondo Banca Akros, confermano la ripresa nel settore dei semiconduttori analogici, anche se con un ritmo graduale. «Il tono del management è apparso più cauto rispetto al trimestre precedente, in quanto non è chiaro quanto del +16% nel secondo trimestre sia stato influenzato da ordini anticipati legati alle tariffe e quanto da una reale ripresa della domanda», spiega Equita che aggiunge: «il terzo trimestre è atteso in crescita, ma in linea con la stagionalità tipica e non in accelerazione come alcuni analisti si aspettavano».
Tutto questo si riflette negativamente su tutti i titoli analogici, inclusa Stm (-4,34% a 26,97 euro in chiusura in borsa; azione coperta con un rating neutral e un target price a 24,5 euro), per la quale, tuttavia, «ci aspettiamo una ripresa più forte nel terzo trimestre rispetto alla rivale americana, seguita, però, da una stabilizzazione nel quarto trimestre. Inoltre, vediamo un impatto limitato per Technoprobe (-1,48% a 7,30 euro, buy e target price a 8,5 euro, ndr), che ha un’esposizione limitata ai settori industriale/automobilistico».
Dati a due velocità e outlook incerto anche da Asm International (-8,70% alla borsa di Amsterdam), società che produce apparecchiature utilizzate nella fabbricazione di chip. Se i nuovi ordini pari a 702 milioni di euro sono risultati del 17% sotto il consenso e in calo del 7% su base annua (-16% su base trimestrale), i ricavi pari a 836 milioni hanno centrato le attese, registrando un aumento del 18% su base annua (stabili su base trimestrale).
Meglio del previsto, poi, il margine lordo al 51,8% rispetto al 49,6% atteso dal consenso (margine operativo al 31,7% rispetto al 27,3% atteso), in aumento di 204 punti base su base annua e in calo di 156 punti base su base trimestrale. Merito del mix di vendite e dell’ottimo trend in Cina. Viceversa, ha deluso l’utile netto rettificato pari a 192 milioni, inferiore del 14% rispetto al consenso, ma +5% su base annua (-10% su base trimestrale).
Comunque i nuovi ordini dovrebbero continuare a sostenere l’espansione nel segmento leading-edge logic/foundry e nei nuovi ordini per Hbm, che dovrebbero riprendersi nel terzo trimestre quando gli ordini dalla Cina sono attesi in calo, mentre i ricavi totali dovrebbero registrare un trend debole, tra 0% e -5% rispetto al secondo trimestre (+2% le stime del consenso). I ricavi del secondo semestre sono attesi stabili rispetto al primo semestre. E per l’intero 2025 in crescita tra +10% e +20% (con un punto medio del 15%).
I risultati di Asm International sono in linea con quelli di Asml (16 luglio), confermando, a detta di Banca Akros, un outlook più debole e una visibilità più bassa rispetto al primo trimestre, in un contesto di incertezza macroeconomica e pressioni tariffarie. «Vediamo un impatto negativo su tutti i titoli del settore semiconduttori per la produzione, sebbene più limitato per Technoprobe, in quanto le problematiche di Asm International sembrano più legate a Intel e alla Cina, dove il gruppo italiano ha un’esposizione limita», precisa Banca Akros.
Stmicroelectronics riporterà i risultati domani, 24 luglio, prima dell’apertura del mercato. «Ribadiamo la nostra visione conservativa su Stm: i segnali di ripresa ciclica sulla parte industriale iniziano ad essere piuttosto incoraggianti, ma il comparto auto: 50% del fatturato del gruppo resta un'area di downside. Inoltre, al margine, notiamo un riferimento più esplicito da parte di Texas Instruments al rischio che i numeri del secondo trimestre siano stati gonfiati da pre-buying causato dal timore delle tariffe, con il rischio di un reversal parziale nel secondo semestre», avverte Equita, ribadendo il rating hold e il target price 26 euro su Stm.
Banca Akros si attende per Stm nel solo secondo trimestre del 2025 ricavi in calo del 14,4% a 2,768 miliardi di dollari (2,743 miliardi la stima del consenso Visible Alpha), un ebitda in contrazione del 34,3% a 535 milioni, un ebit a 72 milioni (-80,9%; 54 milioni il consenso), un utile netto in netto calo a 90 milioni (-74,6%, 80 milioni il consenso) e un indebitamento finanziario netto in miglioramento a 2,577 miliardi (3,312 miliardi il consenso) rispetto ai 3,199 miliardi dello stesso periodo del 2024.
Il trend non cambia nel primo semestre quando Stm, sempre secondo le stime di Banca Akros, dovrebbe registrare ricavi in flessione del 21,1% a 5,285 miliardi di dollari, un ebitda in contrazione del 44,2% a 1,002 miliardi, un ebit a 75 milioni (-91,9%) e un utile netto in netto calo a 146 milioni (-83,2%). (riproduzione riservata)