Stellantis torna a sondare il mercato obbligazionario europeo pochi mesi dopo il maxi collocamento di bond ibridi perpetui da 5 miliardi di euro che aveva registrato una domanda record da parte degli investitori istituzionali. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha avviato con successo il collocamento di due nuove obbligazioni senior unsecured denominate in euro, raccogliendo complessivamente 1,25 miliardi di euro.
L’operazione si articola in una prima tranche da 750 milioni di euro con scadenza gennaio 2033 e una seconda da 500 milioni con scadenza gennaio 2037. Secondo le condizioni finali, il bond a 6,6 anni sarà emesso con uno spread di 165 punti base sopra il tasso midswap, mentre quello a 10,6 anni offrirà uno spread di 210 punti base. La domanda degli investitori si è dimostrata solida. Il libro ordini della tranche con scadenza 2033 ha superato 1,8 miliardi di euro, mentre quello della tranche 2037 ha oltrepassato 1,2 miliardi. Complessivamente le richieste hanno quindi superato i 3 miliardi di euro, più del doppio rispetto all'ammontare offerto.
Particolarmente significativo è il restringimento degli spread rispetto alle indicazioni iniziali comunicate al mercato, fissate rispettivamente nell'area di 190 e 230 punti base sopra il midswap. La forte domanda ha consentito a Stellantis di ridurre il premio offerto agli investitori di 25 punti base sulla tranche più breve e di 20 punti base su quella più lunga, segnale di un'accoglienza favorevole da parte del mercato.
Le nuove obbligazioni avranno rating attesi investment grade pari a Baa3 per Moody’s e BBB- per le altre principali agenzie. Si tratta di titoli senior unsecured, quindi con un profilo di rischio inferiore rispetto ai bond ibridi subordinati emessi dal gruppo a marzo. L’operazione è stata gestita da un ampio consorzio di banche composto da Barclays, Bnp Paribas, Bank of America, Commerzbank, JPMorgan, Mediobanca, Santander, Standard Chartered e Wells Fargo. Il regolamento è previsto per il 12 giugno.
Il ritorno sul mercato del debito arriva dopo il successo dell’emissione ibrida perpetua lanciata a marzo, quando Stellantis raccolse circa 5 miliardi di euro equivalenti attraverso tre tranche tra euro e sterline. In quell’occasione gli ordini superarono i 19 miliardi, circa quattro volte l’offerta disponibile, consentendo al gruppo di ridurre sensibilmente i rendimenti rispetto alle indicazioni iniziali. A differenza dei bond perpetui collocati in primavera, concepiti per rafforzare la struttura patrimoniale dopo le pesanti svalutazioni legate alle attività elettriche e la sospensione del dividendo, la nuova emissione riguarda debito tradizionale senior e si inserisce nella normale gestione delle fonti di finanziamento del gruppo.
L’operazione sarà osservata con attenzione dal mercato perché rappresenta un nuovo test della fiducia degli investitori nei confronti di Stellantis dopo la fase di profonda revisione strategica avviata negli ultimi mesi con il nuovo piano industriale FaSTLAne 2030 presentato lo scorso 21 maggio da Filosa.
Sul titolo è arrivato un taglio del target price da parte di Citi, che lo ha abbassato a 7,20 euro (da 7,50) confermando la raccomandazione neutral: secondo gli analisti della banca americana, il piano industriale ha deluso sul fronte dei dettagli relativi a costi e redditività operativa, mentre le vendite negli Stati Uniti a maggio - pur in crescita del 5,8% annuo - hanno evidenziato un calo della quota di mercato ai minimi da agosto 2025. Per Citi la ripresa di Stellantis è in corso, ma procede a ritmo lento, e gli investitori attenderanno segnali più concreti prima di rivedere le proprie posizioni sul titolo. (riproduzione riservata)