Stellantis straccia un accordo sui minerali per le batterie delle auto elettriche e modifica i suoi rapporti con Alliance Nickel, di cui detiene circa l’11% del capitale. La società basata in Australia ha comunicato venerdì 7 alla borsa australiana (Asx) che il gruppo guidato da Antonio Filosa ha notificato la risoluzione, con effetto dal 3 dicembre 2025, dell’accordo vincolante di fornitura di nickel e cobalto firmato nel maggio 2023.
Secondo quanto riportato nel comunicato, la decisione deriva dal mancato rispetto di alcune scadenze contrattuali («milestone») legate allo sviluppo del progetto NiWest Nickel-Cobalt, dovuto a condizioni di mercato sfavorevoli e difficoltà di finanziamento.
Pur formalmente terminato l’accordo, Stellantis avrebbe manifestato interesse a negoziare nuovi termini di fornitura, «più allineati al nuovo calendario di sviluppo del progetto e alle condizioni di mercato», si legge nella nota. Alliance, dal canto suo, ha definito la mossa «comprensibile» e ha sottolineato che la revisione dell’intesa può rappresentare «una buona opportunità per entrambe le parti».
Il ceo di Alliance, Paul Kopejtka, ha spiegato che la società australiana «comprende le ragioni della decisione di Stellantis e riteniamo che questa sia un’occasione per rinegoziare un accordo più realistico. Restiamo fiduciosi sulle prospettive a lungo termine per nickel e cobalto».
Negli ultimi due anni il prezzo del nickel ha subito una forte pressione al ribasso, penalizzato da un eccesso di offerta globale e dalla crescita rallentata della domanda di veicoli elettrici. Questa dinamica ha reso più difficile ottenere finanziamenti per nuovi progetti minerari, inclusi quelli di Alliance, che ha dovuto rinviare alcune fasi di sviluppo di NiWest in Australia Occidentale.
La società ha aggiunto che sta valutando alternative strategiche, tra cui una possibile operazione con una Spac e una quotazione al Nasdaq, come indicato in un precedente comunicato del 28 ottobre.
Per Stellantis, il recesso dall’accordo rappresenta una revisione tattica della propria catena di approvvigionamento di materie prime per le batterie per i veicoli elettrici, ma forse anche un cambio di strategia.
Il gruppo automobilistico aveva siglato il contratto di fornitura con Alliance Nickel nel 2023, quando, sotto la guida di Carlos Tavares, si era impegnato nel piano «Dare Forward 2030» sull’obiettivo di una produzione oltre 5 milioni di veicoli elettrici annui entro fine decennio. Nel frattempo il ceo portoghese se n’è andato e ora Filosa è atteso, entro la metà del 2026, alla prova di un nuovo piano industriale con obiettivi di produzione di elettrico probabilmente più contenuti, e quindi con necessità di minori forniture di materiali critici.
Fonti vicine alla società, come scritto da milanofinanza.it, avevano già indicato nei giorni scorsi che Stellantis stava «rivedendo l’ambito dell’accordo per allinearlo alla domanda di mercato», confermando un generale riassetto delle forniture di materiali critici. (riproduzione riservata)