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Lo stabilimento Stellantis di Tychy in Polonia
Lo stabilimento Stellantis di Tychy in Polonia
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Stellantis licenzia in Polonia: a rischio fino a 700 posti a Tychy per il calo della domanda su Jeep e Alfa Romeo

13 gennaio 2026, 16:28 Ultimo aggiornamento: 17:52

Procedura avviata nello stabilimento di Tychy: 320 esuberi diretti, ma si sale a 700 secondo i sindacati. Stellantis conferma: eliminato il terzo turno. Pesa il calo della domanda sui modelli Jeep Avenger e Alfa Romeo Junior

Nuovo segnale di difficoltà per l’industria automobilistica europea. Nello stabilimento di Tychy, in Polonia, Stellantis ha avviato la procedura per un licenziamento collettivo che coinvolgerà almeno 320 dipendenti diretti. Secondo i sindacati, però, considerando anche i lavoratori con contratti a termine in scadenza e quelli impiegati tramite agenzie interinali, il numero complessivo degli esuberi potrebbe superare le 700 unità.

I licenziamenti avverranno entro la fine di aprile

La comunicazione ufficiale, come riporta Noweinfo, è arrivata lunedì 12 gennaio alle organizzazioni sindacali attive nello stabilimento polacco. La società guidata da Antonio Filosa, che opera nell’impianto attraverso la controllata Fca Poland, ha spiegato di voler procedere con i licenziamenti dopo il completamento dell’iter previsto dalla legge, con termine massimo fissato al 30 aprile. I tagli riguarderanno sia personale operaio sia impiegatizio, inclusi addetti direttamente e indirettamente coinvolti nei processi produttivi.

Tra i criteri indicati dall’azienda per la selezione dei lavoratori da licenziare figurano la valutazione delle prestazioni riferita al 2025 e le esigenze tecnico-organizzative. In una prima fase, le uscite dovrebbero avvenire tramite accordi consensuali; successivamente, se necessario, con il ricorso ai licenziamenti individuali. È inoltre prevista la possibilità di aderire a un programma di uscite volontarie, che includerebbe incentivi economici superiori a quelli minimi di legge, modulati in base all’anzianità di servizio e alla vicinanza ai requisiti pensionistici.

Dietro i licenziamenti la domanda in calo per Jeep Avenger e Alfa Romeo Junior

Alla fine del 2025 Fca Poland contava complessivamente 2.378 dipendenti, di cui oltre 2 mila operai. L’azienda motiva la decisione con il persistente calo della domanda per i modelli prodotti a Tychy e con l’assenza di segnali di ripresa nel breve periodo per il mercato dell’auto europeo. Attualmente la produzione nello stabilimento di Tychy si concentra su due modelli strategici per il gruppo: Jeep Avenger e Alfa Romeo Junior, disponibili sia con motorizzazioni tradizionali sia elettriche. Proprio il differenziale di prezzo tra versioni elettriche e termiche, secondo i rappresentanti dei lavoratori, starebbe contribuendo a frenare le vendite e ad alimentare la crisi occupazionale.

Stellantis conferma i tagli. E i turni scendono da tre a due

«La situazione del mercato automobilistico europeo è complessa e sta spingendo il settore ad adattarsi ai cambiamenti in corso», spiega Stellantis in una nota, aggiungendo che «i costruttori devono adeguare i livelli produttivi agli ordini, influenzati da una domanda dei consumatori in Europa più prudente». Il gruppo di Flosa conferma i tagli a Tychy e la riduzione dei turni che scendono da tre a due: «L’adeguamento della produzione richiede modifiche ai modelli operativi e alla gestione delle risorse per mantenere stabilità e flessibilità. È questo il caso dello stabilimento di Tychy, che ridurrà un turno produttivo. Il cambiamento entrerà in vigore il 1° marzo».

La dura reazione dei sindacati in Polonia

Molto critica la reazione da parte dei sindacati locali. Boleslaw Klimczak, presidente del sindacato Metalowcy, ha stimato un impatto occupazionale ben più ampio rispetto ai numeri ufficiali. Secondo il sindacato, a pesare sono soprattutto i costi energetici elevati e l’incertezza legata alla transizione ecologica europea. «L’energia è sempre più cara e questo incide direttamente sui costi di produzione e sui prezzi finali delle auto, riducendo la domanda», ha spiegato Klimczak, citando anche gli effetti del Green Deal e le prospettive di uscita dai motori termici. (riproduzione riservata)



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