Stellantis annuncia nuovi investimenti per 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti e fa contento il mercato, con Piazza Affari che nella seduta di mercoledì 15 premia il titolo con guadagni superiori al 2%. Ma la mossa del gruppo guidato da Antonio Filosa raccoglie anche critiche e, dopo quelle del Canada che accusa la società di non rispettare gli accordi presi con il Paese, arrivano anche quelle della Fiom in Italia, con il sindacato che torna a chiedere chiarezza sul futuro degli stabilimenti italiani del gruppo.
«Stellantis annuncia investimenti di 13 miliardi di dollari negli Usa, mentre di investimenti in Italia al momento non c’è traccia», attaccano Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, e Samuele Lodi, segretario nazionale e responsabile del settore mobilità, in una nota diffusa in vista dell’atteso incontro del 20 ottobre a Torino con il ceo Filosa.
Secondo i rappresentanti sindacali, la situazione industriale nel Paese è «estremamente critica»: la produzione continua a calare, cresce il ricorso agli ammortizzatori sociali e l’occupazione è in diminuzione. «Mai come ora», sottolineano De Palma e Lodi, «sono necessari importanti investimenti in Italia per mettere in sicurezza tutti gli stabilimenti, rilanciare la produzione, in particolare quella di massa, e garantire il futuro occupazionale».
La Fiom chiede che l’incontro con Filosa serva a «definire un accordo per il futuro di Stellantis in Italia» e chiama di nuovo in causa direttamente Palazzo Chigi: «Il Governo non può limitarsi a osservare. È necessario che si assuma la responsabilità di affrontare la vertenza automotive». I sindacalisti mettono inoltre in guardia contro una politica industriale basata esclusivamente sugli incentivi all’acquisto di vetture: «Non chiediamo ulteriori bonus generalizzati, ma sostegni mirati ai modelli eco, di fascia accessibile e prodotti in Italia o in Europa».
In caso contrario, concludono i leader Fiom, «sarebbe inaccettabile che in una fase di ristrettezze di bilancio si utilizzino fondi pubblici per sostenere i profitti delle multinazionali, invece di tutelare gli interessi di lavoratori e cittadini italiani».
«Stellantis deve fare anche negli altri continenti quello che fa negli Usa. Deve investire anche in Europa a partire dall'Italia», sostiene anche il segretario generale della Fim, Ferdinando Uliano. «Se l'Italia, come l'azienda dice, è una delle tre gambe del gruppo bisogna fare in modo che anche questa viaggi come le altre. In Nord America si fanno investimenti, si facciano anche in Europa».
Il leader della Fim-Cisl ricorda che in Italia «abbiamo tanta cassa integrazione, si sono persi 9.000 posti di lavoro e i dati relativi alla produzione nei primi nove mesi dimostrano che servono ulteriori investimenti». Quindi «da Filosa ci aspettiamo un piano che rafforzi i prodotti e sviluppi gli stabilimenti e vogliamo che ci assicuri che nessuna fabbrica italiana sarà chiusa e non ci saranno licenziamenti unilaterali». (riproduzione riservata)