Il ceo di Stellantis Antonio Filosa incontra i sindacati italiani a Torino e chiede il loro appoggio per cambiare le regole Ue sull’auto. «Serve rivedere la regolamentazione europea, che non tiene in debito conto della realtà del mercato e del contesto industriale», ha esordito il ceo.
«Questo obiettivo è un obiettivo collettivo: stiamo lavorando intensamente con l'Acea e direttamente con la Commissione Europea».
«Ma per fare tutto questo abbiamo bisogno del supporto di tutti gli stakeholder, ed in particolare delle organizzazioni sindacali di tutte le aree in cui operiamo, a partire da voi qui in Italia dove abbiamo un grande piano che si chiama Piano Italia. Aver imposto obiettivi così stringenti in un così breve lasso di tempo ha spiazzato sia la domanda che l’offerta. Dobbiamo cambiare le regole per riuscire a offrire ai nostri clienti l'intera gamma di veicoli che desiderano e che possono acquistare: solo così sarà possibile rilanciare la produzione» ha detto Filosa.
«Per raggiungere questo obiettivo, serve aprire al concetto di neutralità tecnologica, servono misure che incoraggino il rinnovo del parco auto, serve sostenere il segmento delle piccole auto, serve rivedere i target imposti sui veicoli commerciali, che non sono raggiungibili» ha aggointo il ceo di Stellantis.
«Oggi con voi voglio ribadire con fermezza il nostro impegno nei confronti dell'Italia, un Paese al centro della nostra visione strategica», ha proseguito il ceo, confermando che «il Piano Italia è solido e confermato». Secondo Filosa il piano «sta rispettando le tempistiche annunciate: lo dimostrano i prossimi lanci della Fiat 500 ibrida, la cui produzione inizierà a novembre a Mirafiori, e della nuova Jeep Compass che inizieremo a produrre nelle prossime settimane a Melfi».
Filosa ha poi annunciato «un’importante novità: faremo 400 assunzioni per lo stabilimento di Mirafiori per sostenere lo sviluppo produttivo della nuova Fiat 500 ibrida con l’avvio del secondo turno a partire dal mese di febbraio del prossimo anno». Il ceo riconosce che «non è abbastanza, ma quello che posso dirvi è che è tutto quello che potevamo fare considerato il contesto. E’ per questo oche dobbiamo risolvere insieme il problema della regolamentazione».
I sindacati cercavano però anche risposte da Filosa sui problemi delle fabbriche italiane. A Torino, come ricordato da Filosa, lo stabilimento di Mirafiori si prepara a inaugurare, già il mese prossimo, la produzione della nuova 500 ibrida, che affiancherà la versione elettrica già in linea. L’obiettivo è assemblare le prima 5 mila unità entro fine 2025 e arrivare a 100 mila all’anno dal 2026.
I sindacati, pur riconoscendo il passo avanti, chiedono da tempo l’assegnazione di un secondo modello per garantire la piena occupazione e un rilancio stabile della storica fabbrica torinese.
Cassino invece vive una fase di quasi stallo ed è la situazione più preoccupante. La transizione alla piattaforma Stla Large è ancora ferma, complice la decisione di affiancare alle versioni elettriche dei nuovi modelli Alfa Romeo anche varianti ibride, con conseguente slittamento dei lanci al 2027.
«Se guardiamo ad esempio a Cassino, come già sapete abbiamo deciso di riprogrammare il lancio della nuova Stelvio/Giulia, basata sulla piattaforma Stla Large», ha aggiunto Filosa. «Questo progetto prevedeva una offerta esclusivamente elettrica, mentre stiamo lavorando per avere un'offerta multi-energia. E lo stiamo facendo proprio per assicurare un futuro stabile all’impianto».
Altro nodo irrisolto è quello di Termoli, dove doveva sorgere una gigafactory per batterie della joint venture Automotive Cells Company (Acc). «Per la Gigafactory di Termoli, Acc sta ancora valutando i suoi piani di investimento per l'Italia con l'obiettivo di prendere una decisione entro la fine di quest'anno», ha spiegato Dilosa, provando a rassicurare: «Abbiamo un progetto in corso per le trasmissioni, l’obiettivo è sempre quello di proteggere i nostri dipendenti». (riproduzione riservata)