Dopo 12 anni di attesa, la riforma delle Dogane vede finalmente la luce. Una riforma, voluta dal direttore generale Roberto Alesse, che ridurrà la frammentazione contribuendo a migliorare i servizi, come spiega il direttore organizzazione di Adm (Agenzia Dogane e Monopoli), Stefano Saracchi.
Domanda. Dopo 12 anni di attesa la riforma delle Dogane vede finalmente la luce. Perché si è reso necessario questo intervento?
Risposta. L’evoluzione del contesto mondiale con riguardo agli scambi internazionali ha reso necessario progettare un’Agenzia che si basasse su una visione strategica fondata su una solida architettura digitale. In molti credono che operare nel campo delle tecnologie voglia dire innovare a tutti i costi; in realtà, le linee direttrici impartite dal Direttore Generale dell’Agenzia, Roberto Alesse, hanno consentito di tracciare un punto di equilibrio tra una chiara linea applicativa di sviluppo informatico e gli istituti del diritto amministrativo, che attribuiscono competenze e funzioni ai diversi uffici del territorio. Si tratta, in effetti, di un progetto ambizioso, quello della fusione delle competenze nel settore accise, dogane e gioco pubblico, che mira a ridurre la frammentazione degli uffici ma anche ad aumentare la fiducia nel sistema fiscale del Paese e nei relativi processi di regolazione.
D. Cosa cambia con la riorganizzazione dell’Agenzia?
R. In particolare, vengono istituite nuove strutture territoriali altamente specializzate, come gli uffici Antifrode regionali e i nuclei di coordinamento tecnico. Queste nuove articolazioni avranno un peso decisivo nei procedimenti autorizzatori e di controllo, avendo la responsabilità di una coerente applicazione, su tutto il territorio nazionale, delle procedure amministrative e di regolazione. Ciò si tramuta in maggiore coerenza e uniformità nelle operazioni che tutti i giorni svolgono i nostri funzionari. Parallelamente, si ridurranno le attività manuali di lavoro e verranno introdotti sistemi completamente informatizzati di verifica e controllo creando un circuito digitale supervisionato dai nostri analisti, come già accade oggi per la verifica delle immagini scanner dei container in arrivo nel Paese, effettuate sulla base di un’analisi di rischio a modelli semiprobabilistici. Il risultato sarà un'Agenzia volta a una gestione amministrativa orientata alle esigenze degli utenti che potranno presentare, quindi, istanze e richieste di nulla osta anche da remoto, avendo la certezza di un rapido riscontro.

D. Quali i benefici per i cittadini e quali quelli per il lavoro che l’Adm quotidianamente svolge?
R. L’Agenzia assicura all’Erario un significativo gettito di oltre 80 miliardi l’anno. I principali benefici saranno legati alla chiarezza dei ruoli e delle responsabilità per l’aumento della competitività internazionale delle nostre imprese. La digitalizzazione consentirà, infatti, di poter identificare ogni tipo di procedimento per fornire all’utente anche una chiara individuazione delle tempistiche e delle strutture deputate all’emissione delle autorizzazioni richieste.
D. Quali sono le prospettive future in questo contesto e quali i progetti più interessanti?
R. Il cuore della riforma è il punto di equilibrio tra innovazione tecnologica e operatività. Quindi, sebbene vengano introdotti strumenti avanzati come il machine learning supervisionato per migliorare l’efficacia dei controlli, soprattutto in ambito doganale dove il ruolo dell’Antifrode è cruciale, le tecnologie resteranno uno strumento di supporto e non il fulcro decisionale. La riforma basa, infatti, la sua visione su una struttura in cui l’esperienza dei funzionari rimarrà insostituibile. Il futuro dell’Agenzia sarà, quindi, caratterizzato da un mix tra innovazione e competenze umane. Tra i progetti più interessanti che stiamo sviluppando con Sogei, partner tecnologico di Stato con il quale abbiamo appena sottoscritto un contratto di quasi 465 milioni per sviluppi informatici, vi è, per la sicurezza degli utenti, il «virtual agent» ovvero un operatore virtuale formato secondo i modelli informatici più evoluti che assisterà i verificatori dell’Agenzia anche attraverso dispositivi di realtà aumentata. (riproduzione riservata)