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Nuova guerra dei dazi tra Trump e l’Ue: eccome come funziona il potente strumento anti-coercizione

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Groenlandia e dazi, ecco le armi della Ue contro le minacce di Trump. La Francia: gli Usa hanno un vitale bisogno di noi | IL VIDEO

19 gennaio 2026, 08:15 Ultimo aggiornamento: 17:11

L’Europa potrebbe colpire gli Stati Uniti con 93 miliardi di euro di dazi dal 6 febbraio o usare lo strumento anti-coercizione, mai impiegato. Ecco cosa prevede | Groenlandia, così Trump spinge gli alleati fra le braccia della Cina

L’Europa potrebbe colpire gli Stati Uniti con 93 miliardi di euro di dazi dal 6 febbraio o limitare l'accesso delle aziende americane al mercato europeo in risposta alle minacce del presidente statunitense, Donald Trump, agli alleati Nato contrari alla sua campagna per prendere il controllo della Groenlandia.

Le misure di ritorsione, secondo quanto ha riportato il Financial Times citando funzionari coinvolti nei preparativi per i colloqui in Svizzera, sono in preparazione per dare ai leader europei maggior potere negoziale negli incontri cruciali con Trump al World Economic Forum di Davos di questa settimana.

Il presidente americano ha annunciato dal 1 febbraio dazi al 10% per tutti i Paesi (Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia) che «si sono recati in Groenlandia per motivi sconosciuti», non l’Italia. La tariffa, ha precisato su Truth, «sarà aumentata al 25% dal 1° giugno. Questa tariffa sarà dovuta e pagabile fino a quando non sarà raggiunto un accordo per l’acquisto completo e totale della Groenlandia», ritenuta molto importante per la sicurezza

Trump: Cina e Russia vogliono la Groenlandia

In realtà, secondo Trump, «per la sopravvivenza del nostro pianeta» perché Cina e Russia vogliono la Groenlandia «e non c’è nulla che la Danimarca possa fare al riguardo». Il presidente Usa ha sottolineato che l’isola dispone attualmente di «due slitte trainate da cani come protezione, una delle quali è stata aggiunta di recente. Solo gli Stati Uniti d'America, sotto la guida del presidente Donald J. Trump, possono partecipare a questo gioco, e con grande successo», ha aggiunto il numero uno della Casa Bianca.

Macron minaccia Trump con lo strumento anti-coercizione dell'Ue

Oltre ai controdazi, un’altra opzione sul tavolo dei leader Ue, chiesta dal presidente francese Macron, è lo strumento anti-coercizione, mai impiegato dopo la sua introduzione nel 2023: prevede restrizioni su import/export di beni e servizi, limitazioni agli investimenti diretti esteri e ai diritti di proprietà intellettuale, restrizioni all’accesso agli appalti pubblici Ue e all’immissione sul mercato di prodotti regolamentati. Tutte misure che possono essere attuate rapidamente. 

Non a caso, lunedì 19 il ministro della Difesa francese,  Jean Noel Barrot, ha sottolineato che «se oggi alcuni sembrano averlo dimenticato, ricordiamoci che gli Stati Uniti hanno un bisogno vitale dell’Europa». Il capo della diplomazia transalpina, in un discorso davanti ai membri dell’Accademia delle Scienze Morali e Politiche ha esortato gli europei a dire «no agli Stati Uniti quando violano ciò che è più intimo all’Europa: la sua democrazia, i suoi confini».

La potenza finanziaria dell’Europa

La forza dell’Europa è nella sua potenza finanziaria, ha ricordato Barrot: «Le grandi aziende digitali generano un quarto del loro fatturato e probabilmente la metà dei loro profitti in Europa. I Paesi dell’Eurozona detengono 3.000 miliardi di euro in più di asset rispetto a quelli che gli americani detengono in Europa», ha aggiunto, affermando che «nessuno vince mai una guerra commerciale». «Inoltre, gli europei hanno a disposizione strumenti molto   potenti per difendersi da qualsiasi violazione dei loro interessi essenziali, che consentono loro di limitare l’accesso al mercato europeo e chiudere i mercati degli appalti pubblici. Faremmo male a dimenticarlo». 

Costa: presto un Consiglio Europeo per la crisi

Oggi sono arrivate anche le parole di Antonio Costa, presidente del Consiglio Europeo: «Per garantire un ulteriore coordinamento, ho deciso di convocare nei prossimi giorni una riunione straordinaria».

I tentativi di trovare una soluzione saranno centrali al World Economic Forum di Davos, al via lunedì 19 gennaio, dove un intervento di Trump è previsto per mercoledì 21 . (riproduzione riservata)



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