Il battesimo di Zest, l’incubatore nato dalla fusione tra L-Venture e Digital Magics, sembra aver superato la prova del mercato. La nuova entità, che ha debuttato martedì 2 aprile 2024, in tre settimane ha portato a casa un rialzo complessivo di circa il 10% (alla chiusura di venerdì 19 aprile), anche se con alti e bassi. «Il titolo ha avuto un bell’apprezzamento in queste prime settimane, segno che c’è fiducia e il mercato riconosce che è nato un soggetto dalle grandi potenzialità», ha commentato a Milano Finanza Marco Gay, ex presidente di Digital Magics e ora presidente di Zest.
In borsa, prima della fusione, Digital Magics e L-Venture non se la passavano molto bene. La prima, quotata fino al 1°aprile su Egm, aveva perso circa il 70% dall’ipo nel 2013. La seconda, operativa dalla fine del 2012, al 28 marzo (ultimo giorno di contrattazioni prima della nascita ufficiale di Zest) viaggiava con un ribasso annuale di oltre il 25%. «Post fusione Zest ha un flottante di circa il 55% e questa è un’ottima notizia per il mercato perché significa che ci sono molte possibilità di investimento e negoziazione del titolo», ha precisato Gay. «Gli scambi sono quasi quintuplicati».
Separate, Digital Magics e Zest hanno chiuso il 2023 con perdite rispettivamente di 5,3 milioni (da 1,2 milioni del 2022) e 3,16 milioni (da 2,7 milioni). Anche se, ha ricordato Gay, «prima della fusione Digital Magics aveva un fatturato in aumento di quasi il 14% e un ebitda intorno al pareggio, dato per noi importante». Inoltre, «la perdita accentuata del 2023 deriva dal fatto che, in vista della fusione con L-Venture Group e del passaggio sul mercato principale, abbiamo dovuto applicare nuovi principi contabili».
Il nuovo soggetto, secondo le stime contenute nel prospetto, dovrebbe generare ebitda positivo già nel 2024. «Zest è un attore unico, il primo operatore italiano nazionale di dimensione europea, che arriverà a un fatturato complessivo di circa 12 milioni di euro, un fair value intorno a 60 milioni e una capitalizzazione di circa 45», ha detto Gay. «Ma questi numeri sono un punto di partenza, non di arrivo».
Zest inizia con un portafoglio di circa 250 partecipazioni, di cui 135 ereditate da Digital Magics (dato al 31 dicembre 2023) tra startup e pmi innovative. Tra queste c’è Hyperloop Transportation Technologies, la startup americana del treno ultra veloce, nato da un’idea di Elon Musk, in cui Digital Magics ha investito direttamente dopo il riassetto della controllante Jumpstarter. La partecipazione in Hyperloop è stata svalutata in via prudenziale al valore di carico (385 mila euro a fronte dei 12 milioni al 31 dicembre 2022) in attesa di novità. In Italia la società rimane operativa e va avanti con lo studio di fattibilità per un treno supersonico in cui è coinvolta in Veneto insieme a Leonardo e Webuild.
Zest, guidata da Luigi Capello (ex ceo di L-Venture) si articola in due sub-holding: Zest Investments, con l’ad Gabriele Ronchini, e Zest Innovation, con la ceo Antonella Zullo. A queste si aggiunge una terza gamba, Humaverse, che sarà del tutto strutturata nel 2024 e supporterà le aziende del portafoglio nella ricerca del personale. «Zest opera con sette programmi di accelerazione per startup di altrettanti settori: AI, cleantech, fintech, insurtech, IoT, proptech, traveltech e digital in senso esteso», ha spiegato Gay. «Abbiamo 13 veicoli di investimento, due joint venture con Tinexta e Intesa SanPaolo e oltre 100 clienti corporate». Ulteriori joint venture sono allo studio, anche se i tempi non sono ancora maturi. La priorità, ha ribadito Gay, ora è la crescita del portafoglio e dei ricavi. (riproduzione riservata)