EraDrive raccoglie 5,3 milioni di dollari. La startup californiana, nata a Stanford, ha chiuso un round seed con l’obiettivo di sviluppare dei moduli, basati sull’intelligenza artificiale, che consentano ai veicoli spaziali di operare in modo autonomo.
Il round è stato guidato dal fondo di venture capital statunitense Haystack Ventures con la partecipazione di altri veicoli europei e americani: Point Nine, Harpoon Ventures, Brave Capital, 2100 VC ed Entropy Industrial Capital.
Fondata da Sumant Sharma, Justin Kruger e dal professore di Stanford Simone D’Amico, EraDrive lavora per rendere i satelliti capaci di operare in autonomia, riducendo la dipendenza dal controllo umano da terra.
Oggi la maggior parte dei satelliti esegue manovre pianificate a terra e caricate manualmente. Le soluzioni sviluppate da EraDrive, con algoritmi di intelligenza artificiale integrati, consentono invece ai satelliti di fare autonomamente attività come evitare collisioni, mantenere distanze di sicurezza, effettuare operazioni di avvicinamento, controllare l’orbita e volare in formazione con una supervisione minima dal suolo.
Le risorse raccolte serviranno ad avviare le prime produzioni dei moduli, ampliare l’autonomia per le operazioni in orbite basse e rafforzare il team. Parallelamente l’azienda sta avviando collaborazioni con costruttori satellitari, operatori commerciali e partner del settore della difesa. (riproduzione riservata)