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Spedizioni meno global

Geopolitica ed Esg spingeranno sempre più il fenomeno del reshoring

Spedizioni meno global

pagina a cura di Nicola Capuzzo
MF - Numero 191 pag. 29 del 29/09/2023

È la tesi di John Manners-Bell, direttore di Foundation for Future Supply Chain e autore di The death of globalization. Ne ha parlato all'assemblea di Fedespedi

Cambiamenti in vista per la logistica. Con molta probabilità il futuro delle catene logistiche vedrà una riorganizzazione in flussi crescenti di merci su distanze regionali. E questo accadrà negli Usa, in Cina e anche in Europa come conseguenza di condizionamenti politici e geopolitici. In particolare si vedrà un ricorso maggiore al reshoring e al nearshoring, si diffonderà ancora di più l'automazione, ci saranno maggiori barriere agli scambi commerciali e sussidi nazionali, crescerà la coscienza etica e l'attenzione alla sostenibilità e alla security, mentre i vari stati cercheranno di trattenere in casa la logistica a valore aggiunto attraverso politiche dedicate. Non tutti i Paesi beneficeranno allo stesso modo di questo scenario: molto dipenderà dal grado di apertura del rispettivo mercato e dalle policy adottate.

È questo il quadro delle future supply chain mondiali dipinto da John Manners-Bell, professore e chief executive di Ti Insight, direttore di Foundation for Future Supply Chain nonché autore della pubblicazione «The death of globalization». L'esperto ne ha parlato in occasione dell'assemblea di Fedespedi a Roma, l'associazione degli spedizionieri guidata da Alessandro Pitto. In particolare, secondo Manners-Bell, le prospettive degli scambi commerciali saranno influenzate dal neo-protezionismo dilagante in diversi Stati in giro per il mondo, con fattori geopolitici, attenzione alla sostenibilità, politiche industriali e altri rischi a farla da padrona.

Dalla globalizzazione si passerà a una progressiva trasformazione delle catene globali di fornitura: un ribilanciamento e un riavvicinamento fra i mercati di produzione e di consumo è infatti alla base della supply chain transformation dove a pesare saranno costi inferiori di inventario e stoccaggio, un basso costo del lavoro (grazie all'incremento dell'automazione) e produzioni in scala (per merito anche di sistemi di stampa 3D sempre più veloci).

Tra le conseguenze di tutto questo l'esperto analista di mercato include anche un ritorno a casa delle produzioni nel medio termine e una riduzione dei trasporti intercontinentali di beni.

Manners-Bell ha anche evidenziato una crescente sensibilità da parte delle aziende (tema molto caldo e attuale anche in Italia) all'etica e alla correttezza professionale nei confronti dei lavoratori: anche per evitare rischi reputazionali del proprio brand, le aziende hanno compreso che non è più pensabile esternalizzare o subappaltare produzioni o logistica senza mantenere la necessaria attenzione sulle condizioni di lavoro delle persone che contribuiscono all'output finale.

Un discorso analogo vale per l'attenzione verso l'ambiente, con il progressivo svilupparsi di catene logistiche green e l'introduzione da parte dei policymaker di strumenti normativi come l'Emission trading system o i dazi doganali ambientali, tutte iniziative che rendono i trasporti più onerosi.

Un case study virtuoso portato ad esempio dall'autore di «The death of globalization» è quello di un'azienda italiana, più precisamente una start up nata nel 2014 che produce jeans e altri capi d'abbigliamento: riceve la materia prima proprio dall'Italia o dalla Spagna, esternalizza lavorazioni ad altre imprese che si trovano nell'arco di 40 chilometri dalla propria sede, seleziona materiali e fornitori in base al grado di sostenibilità e di prossimità, focalizza la propria attività sull'economia circolare e sul cosiddetto slow fashion. La produzione è tarata per ridurre al minimo gli stock e gli sprechi. Un modello produttivo che ha consentito all'impresa di minimizzare i rischi legati alle catene logistiche e alla qualità del lavoro dei subfornitori.

Un modello di business che per contro però è chiaro che preoccupa chi si occupa di spedizioni internazionali. (riproduzione riservata)



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