Un altro mini shuttle militare statunitense è decollato nella notte italiana di venerdì, 22 agosto, per condurre esperimenti segreti nello spazio. Lanciato da SpaceX, lo shuttle senza equipaggio è decollato da Cape Canaveral, in Florida.
Il lancio di SpaceX è stato completato con successo alle 23:50 ora locale di giovedì 21 agosto, secondo le immagini trasmesse in diretta dal gruppo del multimiliardario Elon Musk. Questo shuttle senza pilota denominato X-37B è stato sviluppato dal produttore di aeromobili Boeing. Il veicolo spaziale, che assomiglia a un piccolo space shuttle, ha già completato sette lunghi voli e ha trascorso complessivamente più di 10 anni nello spazio, spiega il produttore sul suo sito web.
Trattandosi di una missione militare, classificata come OTV-8 o USSF-36, non vi sono molti dettagli riguardo alle operazioni che svolgerà nello spazio questo mezzo. La U.S. Space Force ha fatto solo sapere che questo volo testerà la navigazione sicura senza Gps e le comunicazioni laser.
E questo al fine di «contribuire a migliorare la resilienza, l’efficienza e la sicurezza delle architetture di comunicazione spaziale americane», fanno sapere le forze militari Usa. In realtà questo dovrebbe consentire allo spazioplano di collegarsi alle reti satellitari in orbita bassa, permettendogli di scambiare dati ad alta velocità.
Sebbene non dichiarato esplicitamente, è probabile che le reti a cui la Space Force fa riferimento siano Starlink e, di conseguenza, Starshield, la costellazione sviluppata appositamente per la difesa. La rete di SpaceX, infatti, è l’unica in grado di coprire l’intero pianeta tramite sistemi di comunicazione laser. Anche i satelliti Kuiper di Amazon dispongono di dispositivi simili, ma attualmente ne sono in orbita soltanto 102, rispetto agli oltre 7000 Starlink.
Non è ancora chiaro per quanto tempo rimarrà in volo. L’ultimo X-37B ha orbitato intorno al globo per poco più di un anno prima di tornare sulla Terra a marzo scorso. Le missioni precedenti sono durate da mesi ad anni.
I mini shuttle riutilizzabili sono stati lanciati per la prima volta nel 2010 e sono lunghi 9 metri con un’apertura alare di quasi 4,5 metri. Progettati per l’esercito degli Stati Uniti, questi droni sono alimentati da pannelli solari. Sebbene debbano essere lanciati nello spazio tramite razzo, sono progettati per tornare sulla Terra autonomamente. (riproduzione riservata)