SpaceX, Bending Spoons, Sk Hynyx. Sono tre degli ultimi ingressi sul Nasdaq, dove i titoli di queste aziende tecnologiche sono arrivate nelle scorse settimane. Il gruppo aerospaziale di Elon Musk è al suo primo mese di quotazione, avendo debuttato il 12 giugno 2026. La società milanese ha iniziato gli scambi il 1° luglio. Il colosso coreano dei chip ha portato le sue azioni anche negli Stati Uniti, tramite Adr (American Depositary Receipt), il 10 luglio. Le tre azioni hanno fatto il botto nel primo giorno di borsa, ma ora stanno gradualmente perdendo quota.
Partendo da SpaceX, la società ha portato a termine l’ipo più grande della storia con una raccolta di 75 miliardi di dollari e una valutazione di circa 1.800 miliardi. Le azioni, collocate a 135 dollari l’una, sono volate fino a superare 200 dollari prima di invertire la rotta. Nel pre-market del 13 luglio viaggiano intorno a 145 dollari.
Il titolo è coperto da una trentina di analisti che gli assegnando un rating medio Buy (comprare) con un prezzo obiettivo medio di 242 dollari su MarketScreener. Tra le varie valutazioni c’è però molta differenza: il target price più basso è di 62 dollari, quello più alto di ben 800 dollari.
«Il catalizzatore chiave è Starship, l’avanzata piattaforma di lancio dell’azienda. La riutilizzabilità totale potrebbe ridurre i costi di lancio di un ordine di grandezza, aprendo la strada a tutto, dai satelliti Starlink di nuova generazione al computing orbitale e, in uno scenario ottimistico, consentendo 1.000 lanci all’anno nel 2029», scrivono gli esperti di Bank of America (BofA) che hanno avviato la copertura con rating Buy.
La società di Milano ha debuttato con un boom del 40% nel primo giorno al Nasdaq e ha visto il prezzo salire dai 29 dollari del collocamento fino a 40 dollari. Con il botto iniziale la capitalizzazione era salita a 25 miliardi di dollari. Nel pre-market del 13 luglio, dopo un paio di settimane sul mercato, il titolo dell'azienda viaggia intorno a 33 dollari, in calo dell’1,7% circa.
Il gruppo coreano ha portato i suoi titoli degli Usa registrando una domanda sette volte maggiore dell’offerta e un rialzo del 13% il 10 luglio, al primo giorno di quotazione. Nel pre-market del 13 luglio il titolo cede però circa l’8%. L’exploit dell’esordio è legato soprattutto alla posizione dominante nei chip di memoria ad alta larghezza di banda, essenziali per le unità di elaborazione grafica dedicate all'intelligenza artificiale.
Secondo gli analisti la quotazione a Wall Street aiuterà a colmare il divario di valutazione con Micron, il principale rivale, ampliando la base degli investitori a disposizione del gruppo. Il collocamento è il secondo più grande mai realizzato negli Stati Uniti dopo l’operazione record di SpaceX. (riproduzione riservata)