Cambiano le cause, dal divorzio alla perdita del lavoro. Ma il risultato è lo stesso: aumenta il sovraindebitamento degli italiani. «Ogni anno le domande di accesso alle procedure di composizione della crisi crescono del 10-15%», spiega l’avvocato Pietro Maria Aiello, specialista nella materia. «La colpa è anche del modello consumistico americano, che spinge a indebitarsi in continuazione».
Maggiori dettagli arrivano dal ministero della Giustizia, che nel 2023 ha conteggiato oltre 10 mila istanze gestite dagli Organismi di composizione della crisi (Occ), enti che assistono chi finisce in difficoltà economica. Il ricorso alle procedure è più diffuso al Nord (51%), poi al Sud (33%) e infine nel Centro Italia (16%).
«La casistica è variegata, a partire dall’imprenditore in difficoltà per fattori esogeni, come durante la pandemia, che finisce per accumulare debiti con l’Agenzia delle Entrate», spiega Aiello. «Ma sempre più spesso è coinvolto chi ha un basso reddito e dopo un divorzio deve lasciare casa per vivere in affitto e pagare l’assegno di mantenimento. A queste persone può capitare di indebitarsi persino per esigenze primarie, come la spesa o le bollette».
Una parte della responsabilità può essere anche delle banche, che potrebbero non aver effettuato un’adeguata valutazione del merito creditizio prima di un prestito. «È più frequente nel credito al consumo, nella cessione del quinto o nel prestito su pegno, business con parametri più larghi», racconta Aiello. «Nei mutui, invece, i controlli sono più rigorosi, ma non mancano le ipotesi di rate non proporzionate agli stipendi».
In questi casi rischiano anche le banche, che potrebbero vedere il proprio credito svanire e hanno dei poteri limitati all’interno delle procedure di composizione della crisi: la ristrutturazione dei debiti, il concordato minore, la liquidazione controllata e la esdebitazione dell’incapiente.
Senza contare che il rimborso è solo parziale (circa il 20%) e avviene grazie a un piano di rientro proposto dal debitore o alla vendita dei suoi beni sotto il controllo del giudice. Nell’esdebitazione, invece, il credito viene cancellato. (riproduzione riservata)