16 ottobre 2022, 14:07Ultimo aggiornamento: 25 novembre 2022, 11:26
Compatto ed elegante, Sub Mini è il complemento perfetto per le soundbar Sonos Beam e Ray, che completa con bassi profondi ma mai esagerati e innaturali. Perfetta l'equalizzazione per ogni ambiente grazie al sistema di calibrazione intelligente Trueplay di Sonos
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Con Sub Mini, Sonos propone un subwoofer capace di restituire bassi pieni e profondi, con la semplicità di installazione tipica di ogni dispositivo Sonos, concentrato però in un design compatto e un prezzo competitivo (499 euro) considerate le caratteristiche. Nel corso della prova, Sub Mini si è infatti dimostrato capace di riempire la stanza con un suono potente e completamente privo di distorsioni, una massa d’aria generata dalla configurazione acustica studiata da Sonos. Sub Mini, che si presenta con un elegante design cilindrico con un’altezza di 30 centimetri e un diametro di 23 centimetri che ne facilitano il posizionamento in ogni ambiente, integra all’interno della struttura sigillata acusticamente due woofer gemelli da 15 centimetri posti simmetricamente uno rivolto verso l’altro, e abbinati ad altrettanti amplificatori digitali in classe D, così da generare un effetto di cancellazione delle distorsioni.
Con il sistema Trueplay l'equalizzazione è calcolata per ogni stanza
Che si tratti di una scena concitata in un film d’azione o del contrabbasso di un concerto jazz, Sun Mini arricchisce la colonna sonora in modo efficace senza però enfatizzare troppo, in modo innaturale, le frequenze basse, evitando così di trasformare la sala in una discoteca. Una gioia per gli audiofili e gli appassionati dell’audio anche grazie a Trueplay, l’eccellente sistema di equalizzazione di Sonos che sfrutta il microfono di un iPhone per registrare il riverbero acustico del rumore bianco emesso dalla soundbar e dal Sub Mini, li elabora tramite algoritmi e calibra quindi automaticamente l’equalizzazione per ottimizzare l’acustica della stanza in cui sono stati collocati gli altoparlanti.
Si abbina in un secondo a una soundbar Sonos Beam o Ray grazie all'app
Nel corso della prova, Sub Mini ha sempre dimostrato di migliorare notevolmente la riproduzione delle frequenze basse abbinato sia a una soundbar come Sonos Beam o Sonos Ray, sia a una coppia di speaker Sonos One. Grazie all’app Sonos, il collegamento del Sub Mini avviene in pochi secondi e senza alcuna difficoltà tecnica: è sufficiente collegare il cavo di alimentazione e appoggiare il telefono sul subwoofer quando richiesto dall’app. L’app si occupa degli eventuali aggiornamenti software necessari e chiede quindi a quale speaker intelligente Sonos abbinare il Sub Mini, consigliando quindi di effettuare un’ottimizzazione con Trueplay alla fine. In meno di dieci minuti è possibile così avere il Sub Mini installato e configurato, e pronto per conferire una nuova enfasi a ogni film o brano musicale. Tramite l’app è comunque possibile modificare a mano le impostazioni di equalizzazione, enfatizzando ulteriormente i bassi.
Bassi potenti ma mai innaturali, perfetti per film e riproduzione musicale
Nel corso della prova Sub Mini ha dato il meglio di sé quando abbinato a una soundbar Sonos Beam o Sonos Ray, che completa naturalmente offrendo un suono potente e profondo nell’intera banda di frequenze, tanto nella visione di film tanto nella riproduzione musicale di brani tramite Sonos Radio, l’ottima piattaforma di streaming musicale offerta gratuitamente ai clienti del brand, oppure i servizi più diffusi come Spotify, Apple Music, Deezer o YouTube Music. Abbinato a una coppia di Sonos One, e utilizzabile quindi per la sola riproduzione di brani musicali, l’apporto di Sub Mini è ancora evidente, specialmente con brani jazz o fusion per il maggior enfasi su strumenti come il contrabbasso, ma meno preponderante. Sonos sconsiglia inoltre l’abbinamento con Arc, la soundbar top di gamma, a cui sarebbe più opportuno abbinare il più potente Sonos Sub di terza generazione: nel corso della prova Sub Mini però ha dato buona prova di sé, specialmente nella riproduzione di film, aggiungendo un’enfasi alle frequenze più basse, intorno ai 25 Hz, senza eccedere mai in effetti innaturali più adatti a una discoteca. (riproduzione riservata)