Sol apre il 2026 con ricavi in crescita grazie alla tenuta del comparto healthcare, all’espansione internazionale e alle nuove acquisizioni strategiche, riuscendo a compensare un contesto industriale ancora debole e l’elevata volatilità dei prezzi dell’energia.
La multinazionale attiva nel settore dei gas tecnici e medicinali e dell’assistenza medicale a domicilio ha archiviato il primo trimestre con un fatturato di 465,2 milioni di euro, in crescita del 7,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di cui -0,7 punti percentuale di effetto cambi e +1,5 punti percentuale di variazione del perimetro di consolidamento. Il dato è pressochè in linea con le attese di Banca Akros (464 milini) e di Equita (468 milioni).
La crescita dei ricavi è stata sostenuta sia dal mercato nazionale (175,4 milioni, +5,3%) sia dai mercati esteri (289,8 milioni, +8,4%). Sol infatti opera in Europa, Turchia, Marocco, Brasile, India, Cina, Kuwait, Ecuador e Perù.
Guardando alle singole divisioni, quella dei gas tecnici ha realizzato vendite per 219,8 milioni (+3,1%; 223 milioni la stima di Equita) grazie all’acquisizione di nuovi clienti pur in un contesto di produzione industriale stagnante e di alta volatilità dei costi energetici.
Ancora meglio la divisione assistenza medicale a domicilio (Vivisol) con vendite pari a 245,4 milioni (+11,2%; 245 milioni la stima di Equita), trainata dall’incremento delle prescrizioni di nuovi pazienti, in particolare nei segmenti sleep apnea e advanced nursing care.
Crescita anche tramite partnership e acquisizioni. Nei primi tre mesi la società ha infatti concluso due operazioni straordinarie: l’acquisizione della società italiana Haemopharm Biofluids per sviluppare la produzione di fluidi per la dialisi peritoneale e di VitalAire Schweiz, primario operatore nell'assistenza domiciliare respiratoria in Svizzera.
«I risultati dei primi tre mesi del 2026 confermano l’agilità del gruppo Sol nell’adattarsi ai cambiamenti del contesto economico, dimostrando capacità di reazione a fronte di una produzione industriale ancora in fase di assestamento e della resilienza del settore servizi, il tutto nel quadro della nostra strategia di diversificazione e internazionalizzazione», ha sottolineato il vice-presidente Marco Annoni.
Il presidente, Aldo Fumagalli Romario, guarda «con determinazione e fiducia» ai prossimi mesi, «forti di una solidità operativa che ci permette di confermare i nostri obiettivi di crescita, pur restando vigili e reattivi di fronte alle incertezze del quadro geopolitico globale e alla marcata volatilità dei mercati energetici, e pronti a concludere nuove partnership strategiche».
A Piazza Affari il titolo Sol il 12 maggio post conti è sceso in chiusura dell’1% a 57,50 euro ma negli ultimi tre mesi ha messo a segno un +23%. Equita ha un rating buy e un target price a 60 euro sull’azione e Banca Akros un rating accumulate e un prezzo obiettivo a 56 euro. A fine 2026 la banca d’affari si attende ricavi a 1,902 milioni, in aumento dagli 1,776 milioni del 2025, un ebitda anch'esso in crescita a 483 milioni (da 452 milioni) e un utile netto adjusted pressoché stabile a 166 milioni (167 milioni nel 2025). (riproduzione riservata)