«Sono profondamente insoddisfatto dei contenuti e delle posizioni assunte da Abi oggi (ieri per chi legge, ndr) rispetto alla cabina di regia, organismo contrattuale che deve decidere le nuove figure professionali, le nuove mansioni e gli inquadramenti con relativi profili economici, da inserire poi nel contratto nazionale».
Lo ha dichiarato Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, il maggior sindacato italiano nel settore del credito. «Non possiamo neanche valutare la distanza tra noi e l’Abi perché i rappresentanti delle banche, con a capo il presidente Ilaria dalla Riva, hanno mostrato non solo una netta chiusura, ma una totale insensibilità contrattuale e sociale rispetto ai cambiamenti digitali, tentando in ogni modo di disconoscere e svilire politicamente, quanto sottoscritto da Abi nell’ultimo rinnovo del contratto nazionale».
Il confronto tra le organizzazioni sindacali e l’Assobancaria in ogni caso prosegue. «Sono stati concordati tre ulteriori incontri incontri per il 25 febbraio e per il 6 e 16 marzo, al termine dei quali capiremo definitivamente se saremo costretti a prendere posizioni dure e intransigenti», aggiunge Sileoni. «Per quanto riguarda l’utilizzo digitale dei permessi sindacali, sono stati chiesti ulteriori approfondimenti». (riproduzione riservata)