Complice la ripresa del mercato dei noli in atto da inizio anno, mai come in questo momento il concordato preventivo della società armatoriale Morfini di Bari appare avvolto da incertezza rischiando di prolungarsi nei mesi a venire. Secondo quanto appreso da MF Shipping&Logistica, infatti, la procedura di concordato in bianco chiesta e ottenuta dal Tribunale di Bari da Morfini negli anni scorsi, quando il mercato del trasporto marittimo di carchi liquidi era in sofferenza, si scontra ora con un contesto di mercato opposto. Secondo VesselsValue l'intera flotta della shipping company barese (7 tanker e 2 piccole bettoline) un anno fa valeva 85 milioni di dollari mentre oggi supera i 120 milioni. Negli anni molti dei crediti ipotecari sulle navi sono stati ceduti dalle banche (in primis Intesa Sanpaolo e Unicredit) a veicoli di turnaround come Pillarstone Italy, Dea Capital e Fortress che dunque oggi controllano quasi tutto il debito: su 120 milioni di crediti ipotecari, Pillarstone ne controlla 70 milioni, Fortress 30, Dea Capital 10 e il resto è in mano a Mps, Popolare di Bari e Carige. Da più di un anno, quando appunto è stata presentata domanda di ammissione al concordato preventivo, Morfini non onora più gli impegni verso i creditori bancari. A oggi risulta sia già stato predisposto un piano concordatario non ancora deposito presso il tribunale di Bari in vista del successivo voto da parte dei creditori. Tra le ragioni del ritardo il mutato contesto di mercato. La proposta di concordato di Morfini, infatti, riconoscerebbe ai creditori ipotecari il 30% del debito, molto meno rispetto all'attuale valore delle navi, cifra che oggi grazie alla ripresa dei noli equivale all'esposizione debitoria. Al contempo il 30% di rimborso verrebbe proposto anche ai creditori chirografari, schema che difficilmente consentirebbe ad altri creditori di promuovere piani concorrenti. Una fase di stallo, dunque, che non piace né all'azienda che continua a operare con paletti e limiti imposti da una procedura prefallimentare, né ai creditori che vorrebbero uscire al più presto dalle varie posizioni, massimizzando il rimborso del debito.