Nelle settimane seguite ai periodi peggiori dell’emergenza Covid, in concomitanza con i rincari dei prezzi dell’energia e il balzo dell’inflazione, c’è un’immagine che è diventata iconica delle difficoltà dei cittadini e delle famiglie italiane (non solo dei «poveri» comunemente e genericamente intesi): le chilometriche code delle persone in fila, fin dalla mattina presto, sui marciapiedi che portano alle due sedi milanesi dell’Associazione Pane Quotidiano in viale Toscana 28 e in viale Monza 335. Italiani, stranieri, uomini, donne con bambini… tutti ordinatamente in attesa di ritirare il proprio pacco di cibo che ogni giorno i volontari dell’associazione distribuiscono a una media di 3.500 persone, con punte di 5mila.
Già il 2021 aveva fatto registrare numeri in aumento, con le consegne arrivate a 900mila e il milione sfiorato con l’aggiunta delle razioni distribuite a varie Associazioni e agli invalidi. Ma il 2022 ha visto un peggioramento ulteriore, con la soglia del milione superata dai soli ospiti delle due sedi di Pane Quotidiano. Le statistiche mostrano che tra agosto e dicembre 2022, in particolare, ci sono stati i maggiori aumenti rispetto all’anno precedente, con circa 60mila persone servite in più. In totale, comprese Associazioni e invalidi, le distribuzioni sono state 1.118.869.
Si tratta di numeri mai visti da una realtà che conta 124 anni di storia, essendo stata fondata nel 1898 seguendo un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria riassunta in questa frase: «Il pane non deve mai mancare a nessuno e pertanto la sua distribuzione gratuita non sia un atto di carità ma il gesto che realizza questa idea».
Se dal pane tutto è partito, nel corso del tempo a questo alimento base si sono aggiunti altri prodotti come latte, yogurt, formaggi, salumi, pasta, riso, frutta, verdura e qualche dolce. In totale, nel corso del 2022, sono stati distribuiti oltre 2 milioni e 800mila kg di prodotti, il 70% dei quali, ricordiamo, viene raccolto dall’associazione grazie alla sua rete logistica di recupero delle eccedenze alimentari e sfridi di produzione: non è così inusuale, per i milanesi, incrociare lungo le vie della città i camion e i furgoni di Pane Quotidiano che trasportano i prodotti, con la caratteristica frase scritta sulle fiancate e il portellone: «Sorella, fratello, nessuno qui ti domanderà chi sei, né perché hai bisogno, né quali sono le tue opinioni».
Uno slogan che vale ancora dipiù oggi, in anni in cui le persone che si mettono in fila per ricevere un aiuto sono davvero le più diverse e, soprattutto,
rispetto al passato, composte anche da tante famiglie, pensionati e disoccupati che non riescono più a sostenere l’aumento del costo della vita e sono costretti a chiedere aiuto.
Come ricorda l’ultimo numero del periodico dell’associazione «Che vi do!»: «Se il problema della povertà è sempre stato uno dei più ingenti della
nostra società, ora più che mai, post pandemia globale e tra la crisi energetica e l’inflazione, questo si sta aggravando, soprattutto in una città come Milano che sale sempre di più nella classifica delle città europee più costose». Ecco, allora, che in questo scenario, mettersi in fila da Pane Quotidiano diventa un modo non solo per ricevere un aiuto concreto, ma anche per sperimentare la fondamentale consapevolezza che c’è qualcuno che si prende cura delle persone più in difficoltà; per condividere le proprie paure e le proprie sofferenze con tante altre persone e per sperare in un futuro in cui le cose si possano sistemare.
Per iniziare a cambiare le cose già oggi, si può scegliere di devolvere il proprio 5 x mille all’Associazione Pane Quotidiano, indicando nella dichiarazione il codice fiscale 80144330158. (riproduzione riservata)