Il gruppo italiano quotato sull’Egm Sg Company, attivo nei servizi di comunicazione e marketing B2C, ha approvato il nuovo piano industriale 2026-2030, che punta a una crescita dei principali indicatori economico-finanziari. Per il 2030, il consiglio di amministrazione prevede di raggiungere un fatturato di 150 milioni di euro e un ebitda di 12,75 milioni.
Il contributo al fatturato deriverà per il 50% da una crescita organica e per l’altra metà da operazioni di m&a sia in Italia sia all’estero, con l’acquisizione di partecipazioni in quota di maggioranza e controllo, sempre mantenendo l’autonomia della governance preesistente. Quanto alla marginalità lorda, la società prevede un ebitda margin dell’8,5% realizzabile attraverso la partecipazione a bandi di gara pubblici e a un maggiore riconoscimento del brand. Previsto inoltre un rapporto di indebitamento rispetto alla marginalità operativa pari a 1x.
La sostenibilità del piano si basa su tre leve di finanziamento: prestiti a medio-lungo termine, anche con garanzie pubbliche, per sostenere la crescita organica; linee dedicate alle operazioni di m&a, attivate sulle singole società per separare rischi e flussi; risorse più consistenti da investitori istituzionali, finalizzate a ottimizzare il debito e supportare l’espansione, anche tramite strumenti come mutui, minibond o soluzioni flessibili.
Secondo Davide Verdesca e Francesco Merone, rispettivamente ceo & presidente e cfo di Sg Company, la società «sta diventando sempre di più un’azienda di aggregazione che attira imprenditori e realtà imprenditoriali da ogni parte d’Italia» e che favorisce «la crescita della singola società integrata mantenendone tutti i caratteri di distintività e di governance che aveva prima di entrare nel gruppo». (riproduzione riservata)