Se l’obiettivo del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, era spingere le società a produrre negli Usa – terrorizzandole con i dazi –, i primi risultati cominciano ad arrivare. Dopo la sospensione (temporanea) delle tariffe su chip e altri prodotti di elettronica, due big statunitensi hanno annunciato che aumenteranno gli sforzi in patria. Si tratta di Amd e Nvidia.
Nello specifico, Amd fabbricherà i suoi nuovi chip nell’impianto in espansione di Tsmc in Arizona. Lo ha detto l’amministratrice delegata del gruppo, Lisa Su, aggiungendo che la società espanderà la capacità produttiva sia di chip sia di server. Il piano sarebbe antecedente alla guerra commerciale avviata da Trump ma, con la minaccia di dazi proibitivi per chi delocalizza all’estero, è diventato più urgente. Al momento i prodotti di Amd sono realizzati a Taiwan, dove Tsmc ha la sede principale.
Oltre ad Amd, anche Apple e Nvidia hanno dichiarato che alcuni dei loro chip verranno fatti nel sito di Tsmc in Arizona. Nvidia, in particolare, prevede di produrre fino a 500 miliardi di dollari di dispositivi negli Stati Uniti con l’obiettivo di costruire i suoi supercomputer AI interamente in patria.
A salvare i big dei chip dai dazi sarà, dunque, l’impianto americano di Tsmc che ha avviato le attività a pieno regime nel 2024. Il sito sarà raddoppiato nei prossimi anni anche grazie alle agevolazioni concesse alle aziende del settore dal Chips Act.
Tsmc ha ricevuto il via libera per una sovvenzione da 6,6 miliardi di dollari dal governo americano – prima dell’insediamento di Trump – proprio per potenziare la produzione in Arizona. In più, il gruppo potrà beneficiare di 5 miliardi di prestiti a basso costo. (riproduzione riservata)