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Se qualcuno a maggio si aspettava una pausa, il classico sell in may, si è sbagliato di grosso. Praticamente è stato un monologo rialzista. Come osserva Angelo Meda di Banor, gli investitori hanno continuato a comprare azioni anche quando il dubbio “non sarà un po’ troppo?” iniziava a farsi sentire in sottofondo. Il Nasdaq si è comportato come lo studente modello che non solo prende voti alti, ma sembra anche divertirsi a farlo, e l’S&P 500 lo ha seguito con convinzione, sostenuto da utili che, almeno per ora, giustificano l’entusiasmo. In Europa, Piazza Affari continua a muoversi con meno clamore ma con soddisfazione silenziosa: banche solide, industria competitiva e valutazioni ancora ragionevoli. Kepler Cheuvreux ha ricordato che anche le feste ben riuscite hanno bisogno di un po’ di aria fresca. Il rischio di un rendimento del Treasury Usa verso il 5% cambia infatti la temperatura, soprattutto per i settori più sensibili ai tassi. Non a caso il broker ha ritoccato la propria lista di azioni europee con più vendite che acquisti. Date un’occhiata!
Il 2026 sarà ricordato anche per la versione “maxi” della Coppa del Mondo di calcio, ospitata tra Stati Uniti, Canada e Messico, con 48 squadre e 104 partite. Barclays, però, non si è lasciata trascinare dall’entusiasmo sportivo. L’impatto sul pil Usa sarà limitato, solo +0,2% con un effetto temporaneo e concentrato su servizi come turismo, hotel e trasporti. Per i mercati azionari, però, il torneo è comunque interessante perché attiva tre canali: consumi, pubblicità e scommesse. Ed è qui che il broker individua i titoli vincenti.
Le banche europee restano in una fase delicata, ma ancora costruttiva. Secondo Morningstar, i margini beneficiano dei tassi più alti, ma buona parte della positività è già nei prezzi. L’equazione sta diventando più complessa: da un lato redditività ancora solida, dall’altro rischio macro in aumento tra disoccupazione, deterioramento del credito e geopolitica. In questo contesto sono da preferire Bnp Paribas e NatWest: la prima per mix di valutazione e strategia, la seconda per miglioramento della redditività e ritorno agli azionisti.
Il protagonista indiscusso resta il mondo dei semiconduttori. STMicroelectronics ha aggiornato il massimo storico dopo aver alzato in modo significativo la guidance sui ricavi legati ai data center, ora attesi intorno a 1 miliardo di dollari nel 2026. Merito della domanda legata all’infrastruttura dei data center, quella parte meno glamour ma assolutamente essenziale del mondo AI. Gli analisti, naturalmente, si sono adeguati al nuovo scenario con una raffica di raccomandazioni positive sull’azione.
L’altro lato della medaglia arriva da Pirelli, finita sull’ottovolante dopo le accuse del fondo Grizzly Research su presunti legami con la Russia. La società ha respinto le accuse definendole infondate. Gli analisti, dal canto loro, hanno mantenuto un approccio pragmatico: possibile volatilità nel breve, ma impatto economico contenuto anche nello scenario più negativo come la vendita degli asset in Russia.
Nel comparto beverage a sorprendere non è stata tanto Campari quanto la sua concorrente francese Remy Cointreau. Il gruppo transalpino ha presentato un piano triennale di rilancio che punta ad aumentare l'utile operativo di circa il 60% entro il 2028-2029, con una forte accelerazione nei mercati emergenti e nel travel retail. Il titolo Remy è balzato di quasi il 10% a Parigi, trascinando positivamente anche Campari. Un effetto contagio che racconta bene quanto gli investitori siano oggi alla ricerca di segnali di ripartenza in un settore che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con consumi più deboli, inflazione, dazi e una crescente attenzione verso stili di vita più salutari. La sfida resta complessa: crescere nei volumi senza compromettere il posizionamento premium dei marchi. Due le azioni con il miglior profilo rischio/rendimento secondo AlphaValue.
Diasorin ha vissuto una seduta da protagonista dopo le indiscrezioni diffuse dal sito britannico Betaville circa un possibile interesse da parte di un acquirente industriale. Il problema è che, almeno per ora, l'identità del potenziale offerente rimane sconosciuta e le informazioni disponibili sono particolarmente limitate. Due le uniche certezze. Nessuna operazione può essere immaginata senza il consenso degli attuali azionisti di riferimento: la famiglia Denegri che, insieme al management, controlla oltre l'80% dei diritti di voto. Inoltre il titolo continua a trattare a premio rispetto a molti competitor, circostanza che induce gran parte delle case d'affari a mantenere un atteggiamento prudente.
Dai rumors ai fatti concreti. Maire ha annunciato nuovi lavori per 900 milioni di dollari assegnati alla controllata Tecnimont nell'ambito di un grande progetto energetico già esistente. Il portafoglio ordini continua a crescere a ritmo sostenuto. Dall'inizio dell'anno la raccolta ordini si avvicina ormai ai 7 miliardi di euro, pari a circa tre quarti dell'obiettivo fissato per l'intero esercizio. Numeri che spingono diversi analisti a ipotizzare un possibile superamento della guidance annuale.
È tutto per oggi. Continuate a seguirci per ulteriori approfondimenti nel prossimo numero di Follow the report e se pensate che possa interessare a qualcuno inoltrate la newsletter.
Francesca