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Se il bitcoin diventa una valuta americana
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Se il bitcoin diventa una valuta americana

di Alexis Bienvenu*
10 dicembre 2024, 20:10 Ultimo aggiornamento: 20:42

Con l’elezione di Donald Trump, la criptovaluta sta acquisendo legittimità. Resta in ritardo l’Europa, che vede la moneta digitale come un pericolo | Swag, criptotruffa all’italiana. Coinvolti quasi 30.000 utenti

Con la sua elezione a presidente Donald Trump conferisce un’immagine di legittimità alla criptovaluta, rafforzata da un'amministrazione interamente dedicata allo scopo. Oltre quindi alla presenza centrale nella futura amministrazione di Elon Musk, che tanti bitcoin aveva acquistato nel 2021 tramite Tesla (parzialmente rivenduti nel 2022), l'annunciata nomina di Paul Atkins a capo della Sec consoliderà lo status della criptovaluta.

Atkins, che ha diretto la Sec sotto George W. Bush tra il 2002 e il 2008, è infatti annoverato tra i più prestigiosi difensori della moneta. Finora cauta nella sua valutazione del bitcoin, la Sec si sta quindi convertendo. Aveva a lungo rimandato l'autorizzazione a creare degli Etf basati sul bitcoin, concessa solo nel gennaio 2024. L'annunciata nomina di David O. Sacks, ex di Paypal (come Elon Musk) e figura di spicco della Silicon Valley, ad assurdo zar dell’Artificial Intelligence and Crypto alla Casa Bianca (sic), rafforza ulteriormente la squadra pro-cripto destinata a insediarsi a Washington.

Prospettive dell’ordine monetario mondiale

Questa graduale promozione del bitcoin a valuta quasi legittima è destinata a scuotere l'ordine monetario mondiale dove le grandi banche centrali stanno iniziando ad avere un atteggiamento improntato alla prudenza. Jerome Powell, presidente della Fed, ha dichiarato: «È esattamente come l'oro, solo che è virtuale, digitale». Che la principale autorità monetaria del mondo abbia equiparato il bitcoin all’oro rappresenta sicuramente una pietra miliare, tanto più che il custode del dollaro smorza qualsiasi concorrenza tra le due valute: «Non è un concorrente del dollaro bensì dell’oro», ha aggiunto.

Il bitcoin sta quindi subendo una trasformazione paradossale nel suo percorso di assimilazione da parte delle principali istituzioni. Ideato in origine come una moneta che sfugge alle istituzioni nazionali e alle banche centrali, vituperate dal libertario Friedrich Hayek che ne fu lontano ispiratore, sta diventando un po' per volta un asset intrinsecamente legato alle principali istituzioni americane, a loro volta soggette a una stretta regolamentazione.

Derivati e fondi direttamente basati sul bitcoin

Le principali borse statunitensi, tra cui il Chicago Mercantile Exchange e il Chicago Board Options Exchange, presero posizione nel 2017 creando derivati sul bitcoin, ampiamente utilizzati oggi. Le maggiori case di gestione patrimoniale del mondo (ovviamente statunitensi, come Blackrock e Fidelity) hanno creato dei fondi direttamente basati sul Bitcoin subito dopo il via libera della Sec. A nemmeno un anno dal lancio i due fondi di questo tipo, amministrati da questi gestori, vantano un patrimonio totale di oltre 70 miliardi di dollari.

Il bitcoin (e per estensione le criptovalute in generale) è intimamente legato al sistema finanziario americano e diventa in questo modo un'estensione del dollaro, non già un suo sostituto. Una cosa è certa: istituzionalizzandolo, gli Stati Uniti si stanno dotando dei mezzi per influenzarne la traiettoria, in modo da poterlo utilizzare, se necessario, a loro vantaggio.

Europa in ritardo

L'Europa (cos'altro aspettarci?) ha tardato a seguire l'esempio, con il rischio di subire ancora una volta la volontà degli americani. I primi contratti futures europei sono stati negoziati nel 2021 soltanto. Non esistono fondi europei destinati al grande pubblico che siano strettamente basati sul bitcoin e quei pochi che esistono sono gestione alternativa. Le istituzioni europee vedono le criptovalute come un pericolo, non come un'opportunità.

È quanto emerge da un recente articolo pubblicato da due membri dell'amministrazione della Bce (che non è vincolante per la Bce in senso stretto), in cui il bitcoin è paragonato a una bolla speculativa da cui il pubblico deve essere protetto.Così come il nuovo mandato di Trump, la legittimazione del bitcoin promette una nuova catastrofe globale o un mondo finanziario più libero? In ogni caso, fa presagire un mondo più trumpiano e più americano, dove le valute non statali riflettono fondamentalmente la concorrenza che gli Stati hanno sempre alimentato tra loro. (riproduzione riservata)

**fund manager La Financière de l’Échiquier



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