Sui mercati azionari il boom dell’intelligenza artificiale ha catalizzato l’attenzione a discapito dei settori più difensivi, come ad esempio il sanitario. Nella loro analisi Clément Maclou, Lead Portfolio Manager, e Chi Tran-Brändli, Senior Portfolio Manager, di ZKB/Swisscanto spiegano perché valga la pena esaminare più da vicino il tema della Healthy Longevity (longevità in salute) e i suoi titoli. Oltre a beneficiare di solidi fattori strutturali, queste aziende potrebbero trarre ulteriore vantaggio proprio dallo sviluppo dell'AI.
Dopo una fase temporanea di recupero tra ottobre 2025 e febbraio scorso, i titoli del settore sanitario sono tornati a cedere il passo alla narrativa dominante dell’intelligenza artificiale. Questo nonostante le loro valutazioni siano relativamente convenienti e molte delle aziende impegnate ad affrontare le opportunità e le sfide dell’invecchiamento della popolazione figurino oggi tra i pionieri nell’applicazione dell’intelligenza artificiale.
«Ma non ha senso contrapporre l'AI e la Healthy Longevity. Si tratta piuttosto di due temi che possono completarsi a vicenda: da un lato, il forte potenziale di crescita dell'intelligenza artificiale; dall'altro, un tema d'investimento sostenuto da trend strutturali di lungo periodo. Nel loro insieme, rappresentano un'interessante combinazione all'interno di un portafoglio orientato alla sostenibilità», spiegano i due esperti di Swisscanto.
Primo, temi d’investimento strutturali come quello della Healthy Longevity possono temporaneamente uscire dal radar degli investitori, non perché siano venuti meno i loro fondamentali, ma semplicemente perché l’attenzione si è spostata altrove. Tuttavia, l’interesse del mercato può cambiare direzione rapidamente e con forza. «Vediamo nel tema di lungo periodo della Healthy Longevity un possibile antidoto a eventuali correzioni inattese nel settore AI, che continua a essere interessante, ma ormai molto caro», affermano Maclou e Chi Tran-Brändli.
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Secondo, i trend strutturali di lungo periodo sopravvivono alle fluttuazioni di mercato e alle tensioni geopolitiche. Il miglior esempio è il trend demografico dell’invecchiamento della popolazione: l’età media della popolazione mondiale è in costante aumento da decenni. Secondo le rilevazioni Onu del 2022, tra il 1950 e il 2021 la mortalità è diminuita in modo significativo in tutte le fasce di età inferiori ai 55 anni a livello globale. Anche tra la popolazione anziana emergono chiare differenze nel tempo: nel 1950, la fascia di età 70–74 registrava la mortalità più elevata; nel 2021, il picco di mortalità si è spostato verso la fascia 80-84 anni.
Terzo, le persone anziane sono più soggette a malattie croniche e a disturbi di ogni tipo. Ciò indica che la domanda di terapie, diagnosi e tecnologie mediche continuerà a crescere. Oltre ai titoli sanitari e medical tech, Maclou e Chi Tran-Brändli citano società che operano negli ambiti degli stili di vita salutari, dei servizi finanziari dedicati alla popolazione senior e della cosiddetta silver economy, che offre prodotti e servizi pensati per una popolazione sempre più longeva.
Un altro punto di convergenza tra il settore della tecnologia AI e quello della Healthy Longevity è rappresentato dai costi sanitari. In seguito all’invecchiamento della popolazione, i costi sanitari nei Paesi industrializzati aumentano. Secondo le stime dell’Ocse del 2024, rappresentano già tra l’8% e il 18% del pil nei Paesi Ocse. Ora che i baby boomer più anziani compiono 80 anni, questa percentuale è destinata a salire ulteriormente. Parallelamente, la popolazione in età lavorativa è in calo, il che aggrava le sfide nel finanziamento dei sistemi sanitari. «La sfida dei costi sanitari in aumento si sposa con la promessa di risparmio sui costi dell’AI. Le possibili applicazioni specifiche per contrastare la crescita delle spese sanitarie sono molteplici: dalla diagnosi precoce delle malattie alla ricerca e sviluppo farmaceutica, fino all’ottimizzazione degli studi clinici», osservano Maclou e Chi Tran-Brändli.
Dal punto di vista degli investimenti, il connubio tra AI e sanità trova ulteriore conferma nel fatto che esistono aziende del settore sanitario che svolgono un ruolo pionieristico nell’applicazione dell’intelligenza artificiale e che, grazie al loro modello di business, hanno costruito solidi vantaggi competitivi difficilmente replicabili. Tre gli esempi di società statunitensi citati da Maclou e Chi Tran-Brändli.
Iqvia, società statunitense quotata al Nyse è leader mondiale nelle soluzioni di analisi, tecnologia e servizi in outsourcing per la commercializzazione e la R&S farmaceutica. Dispone di un database proprietario con oltre 1,2 miliardi di record di dati sanitari. L’obiettivo è aiutare le organizzazioni sanitarie a promuovere la ricerca clinica e a migliorare gli esiti terapeutici per i pazienti, un aspetto importante in un’ottica di investimento sostenibile.
Di recente, ha lanciato una piattaforma AI in collaborazione con il produttore di chip Nvidia e ha già messo a disposizione dei clienti agenti AI per gestire e sfruttare meglio l’enorme mole di dati. Ciò potrebbe accelerare ulteriormente lo sviluppo farmaceutico e la domanda per i servizi dell’azienda. Il vasto database esclusivo conferisce, inoltre, alla società una posizione di mercato dominante, difficilmente sostituibile.
Waystar, quotata al Nasdaq, è stata fondata nel 2017 con l’obiettivo di ridurre l’enorme quantità di inefficienze amministrative e, di conseguenza, i costi nel complesso sistema sanitario statunitense. Grazie a una piattaforma cloud, offre supporto end-to-end a ospedali e studi medici nei loro processi di pagamento spesso estremamente complessi.
Con il modello Altitude AI, la società punta ad aumentare la precisione delle fatture e delle richieste di rimborso, al fine di ridurre il numero di transazioni respinte, un classico impiego dell’AI per accrescere l’efficienza e, in ultima analisi, contrastare l’aumento dei costi sanitari. L’intelligenza artificiale rafforza, inoltre, la sua solida seconda posizione (dietro al gigante UnitedHealth) come clearing house delle transazioni mediche negli Stati Uniti.
Hinge, quest’altra società statunitense, quotata al Nyse, porta la fisioterapia su un’app mobile. La sua piattaforma è pensata per trattare un’ampia gamma di disturbi muscoloscheletrici, tra cui dolore acuto o cronico e riabilitazione post-operatoria. Tra i clienti figurano aziende che offrono l’applicazione come parte dei programmi di salute per i propri dipendenti.
L’app di telemedicina utilizza l’AI, in combinazione con sensori indossabili, per guidare passo dopo passo i pazienti durante le sessioni di allenamento. La soglia d’accesso relativamente bassa all’allenamento ha l’obiettivo di affrontare i problemi muscoloscheletrici il più precocemente possibile e prevenire così patologie di lunga durata e ad alto costo. (riproduzione riservata)